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La Svizzera non commercerà oro russo

Stop a importazione, esportazione, acquisto o vendita dell'oro tra Confederazione elvetica e Federazione russa. Keystone / Martin Ruetschi

La Confederazione si allinea a Bruxelles e introduce nuove sanzioni nei confronti della Russia a causa del conflitto in Ucraina. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2022 - 21:00
tvsvizzera.it/mrj con Keystone-ATS

Il Consiglio federale ha annunciato che anche la Svizzera adotterà le ultime sanzioni decise dall’UE contro la Russia: il “pacchetto di mantenimento e allineamento” riguarda il commercio dei prodotti in oro, che dalle 18 di oggi non possono più essere acquistati o importati.

La scorsa settimana la Confederazione – anche in questo caso seguendo quanto deciso da Bruxelles – aveva aggiunto 54 persone e nove organizzazioni ed entità alla lista delle sanzioni.

Questa nuova risposta all’aggressione russa in Ucraina prevede principalmente il divieto di acquistare, importare o trasportare dalla Russia oro e prodotti in oro. Sono ormai vietati anche i servizi connessi a tali beni, spiega una nota del Governo. Finora era stata vietata unicamente l’esportazione del metallo prezioso verso la Russia.

Le cinque raffinerie d'oro svizzere, che si trovano in Ticino (4) e in Romandia (1), lavorano fino al 70% dell'oro estratto in tutto il mondo, secondo alcune stime, e sono anche tra le più grandi del pianeta. Questo fa sì che la Confederazione sia un importante snodo nel commercio internazionale del metallo giallo.

L’Esecutivo ha anche deciso il blocco degli averi di Sberbank, la principale banca russa. Per garantire il regolare svolgimento delle operazioni o la vendita delle filiali di Sberbank sono previste nuove disposizioni derogatorie.

La Svizzera, ha fatto sapere il Governo, è determinata a contribuire alla lotta contro la crisi alimentare ed energetica globale. Nessuna delle sanzioni nei confronti della Russia, assicura Berna, è diretta contro il commercio di prodotti agricoli e alimentari fra Paesi terzi e la Russia. Per evitare interruzioni nei canali di pagamento, il Governo ha creato due nuove deroghe per le transazioni riguardanti i prodotti agricoli e la fornitura di petrolio a Paesi terzi.


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