In pillole La settimana in Svizzera

La campagna in vista delle votazioni federali del 27 settembre entra pian piano nel vivo: per i nuovi caccia dell'esercito il vento spira a favore, mentre l'iniziativa sull'immigrazione stenta a convincere, stando all'ultimo sondaggio. Ma nella settimana appena trascorsa si è parlato anche di un nuovo presidente di partito, di costi della salute e inevitabilmente di coronavirus.

Tra poco più di un mese, gli svizzeri sono chiamati alle urne per esprimersi su cinque oggetti. Il piatto forte è costituito dalla cosiddetta "iniziativa per la limitazione", che chiede di abolire la libera circolazione delle persone con l'UE, e un decreto per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Stando al sondaggio realizzato dall'istituto di ricerca gfs.bern per conto della Società svizzera di radiotelevisone SRG SSR, di cui fa parte tvsvizzera.it, l'iniziativa popolare promossa dall'Unione democratica di centro non sembra trovare per il momento il consenso della maggioranza degli svizzeri, mentre i nuovi caccia dell'esercito sono sostenuti dal 58% degli intervistati.

Tra gli altri temi in votazione, vi sono anche l'introduzione di un congedo paternità di due settimane, l'aumento delle deduzioni fiscali per le famiglie e la nuova legge sulla caccia, che allenta le condizioni di abbattimento del lupo. Tutti e tre gli oggetti trovano attualmente i favori dell'elettorato, stando al sondaggio.

Sempre per quanto concerne la politica federale, sabato il ticinese Marco Chiesa è stato eletto presidente dell'Unione democratica di centro, il partito più importante nel Parlamento federale. Chiesa è il primo rappresentante della Svizzera latina a prendere le redini della formazione politica, orientata su posizioni sovraniste.

Il costante aumento dei costi della salute è uno dei temi che preoccupano di più i cittadini. Il premio dell'assicurazione malattia obbligatoria continua a crescere di anno in anno. Per frenare questa progressione, il Governo federale ha presentato mercoledì un pacchetto di misure che prevede, tra le altre cose, il ricorso al medico di famiglia per la prima consultazione.

Infine, e non poteva essere altrimenti, nel corso della settimana appena trascorsa si è parlato molto anche di coronavirus. A Ginevra, cantone con il numero più elevato di contagi, le autorità hanno deciso di prolungare almeno fino al 10 settembre la chiusura dei locali notturni. A livello federale, è invece stata modificata la lista dei Paesi a rischio, per i quali è obbligatoria la quarantena una volta che si rientra in Svizzera. Tra i 53 Paesi e territori, figurano ora anche Belgio, Isole Baleari, Malta e India.



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