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Esportazione armi, decida il parlamento

Esportare armi soprattutto nei paesi in guerra nuoce alla reputazione della Svizzera. Così la pensa il Parlamento elvetico che oggi ha deciso che vuole essere maggiormente coinvolto nel determinare i criteri per l'export di materiale bellico. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2018 - 15:14
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Con la propria mozione, il Partito borghese democratico vuole che i criteri definiti nell'ordinanza sulle esportazione di armi vengano inclusi nella Legge federale sul materiale bellico, affinché eventuali modifiche in questione possano essere oggetto di un dibattito parlamentare e, in ultima istanza, attaccabili anche mediante referendum.

La votazione è giunta al termine di una discussione urgente chiesta da tutti i gruppi in Parlamento a proposito dell'annuncio del Consiglio federale di voler allentare i criteri volti a permettere l'export di materiale bellico anche in Paesi coinvolti in un conflitto armato interno.

Tranne il PLR e l'UDC, tutti gli altri gruppi parlamentari hanno criticato le intenzioni del governo, giudicando che un allentamento delle disposizioni sull'export di armi avrebbero nuociuto alle reputazione della Svizzera, alla sua neutralità e alla sua tradizione umanitaria.

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