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Il mercato del petrolio affossato dal coronavirus

Un pozzo di petrolio nel Texas fotografato al tramonto
A causa dell'emergenza coronavirus la domanda del petrolio è crollata di 10-15 milioni di barili al giorno. Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved.

I principali produttori di petrolio hanno concordato di ridurre la produzione in maggio e giugno di circa 10 milioni di barili al giorno. Lo ha dichiarato l'Opec, dopo una maratona di colloqui per contrastare il crollo dei prezzi. L'accordo, che riduce la produzione a otto milioni di barili al giorno da luglio a dicembre, necessiterà del consenso del Messico affinché abbia effetto.

Un taglio di 10 milioni di barili di petrolio al giorno per i prossimi due mesi per cercare di stabilizzare un mercato affossato dal coronavirus. Questa la bozza d’intesa dell’Opec+ (formato dai membri dell’Opec e da altri paesi produttori di petrolio) riunitosi giovedì in videoconferenza, secondo cui l’Arabia Saudita taglierà la sua produzione di quattro milioni di barili al giorno mentre la Russia di due e con tutti i membri d’accordo per una riduzione del 23%.

Solo il Messico era contrario. Poi, in un secondo tempo, il presidente Andres Manuel Lopez Obrador ha annunciato che il paese ridurrà la produzione di petrolio di 100’000 barili al giorno. Si tratta di una riduzione del 5,5% e non del 23% come era stato richiesto dai Paesi dell’Opec.

Il presidente degli Usa Donald Trump nei giorni scorsi ha fatto pressione affinché l’Opec+ arrivasse ad una intesa ma spiegando anche che la produzione record degli Stati Uniti si ridurrà “automaticamente” in base alla domanda di mercato. Mosca però chiede che Washington faccia di più.

Crollo della domanda

A causa dell’emergenza coronavirus l’attività economica a livello globale si è ridotta “significativamente” e la domanda del petrolio è crollata di 10-15 milioni di barili al giorno. Secondo le stime di alcuni analisti la domanda di greggio sarebbe calata addirittura di 35 milioni di barili al giorno.

Il petrolio da inizio anno ha perso il 50% ed i prezzi sono tornati sui minimi di 18 anni fa. Per venerdì è previsto un G20 straordinario dei ministri dell’energia per facilitare il “dialogo globale e la cooperazione per assicurare mercati dell’energia stabili e un’economia globale più forte”, come annunciato dalla presidenza saudita del G20. L’incontro si terrà sempre in video conferenza.

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