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Studio svizzero Legno buono anche per produrre carburanti

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Servizio del TG sui risultati di un Programma nazionale di ricerche sul futuro del legno

Sostituto del petrolio e componente di un calcestruzzo leggero: potrebbe essere anche questo il futuro del legno, materia prima della quale una trentina di gruppi di ricerca svizzeri ha studiato il potenziale innovativo. Un programma di cinque anni i cui risultati sono stati presentati martedì.

Il Programma nazionale di ricerca, intitolato 'Risorsa legno' PNR 66Link esterno, si è concluso a fine 2016 ed è stato finanziato con 18 milioni di franchi. L’obiettivo era, appunto, trovare nuovi sbocchi per l’utilizzo di questo materiale: "Il legno ha futuro se sarà in grado di reinventarsi", ha commentato il direttore del programmaLink esterno Martin Riedker.

Automobili "a legname"

I progetti del PNR 66 hanno dimostrato che la biomassa vegetale costituisce un’alternativa realistica a combustibili fossili come petrolio e carbone, nella chimica organica.

Nuovi procedimenti per trasformare la cellulosa e la lignina (principali componenti del legno) in composti aromatici e altri prodotti intermedi che servono all’industria chimica, sono stati sviluppati da équipe di specialisti dei Politecnici federali di Losanna e Zurigo e dell’Alta scuola del Nord-Ovest (FHNW).

L’alcol etilico ottenuto può essere impiegato anche come carburante. Di certo, il traffico utilizza una quantità di energia fossile troppo grande per essere interamente sostituita dal legname, ma il potenziale è alto: con 12 chili di legno un’automobile potrebbe percorrere circa 200 chilometri.

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Segatura nel calcestruzzo

Se all’Alta scuola bernese uno scienziato è riuscito a migliorare il processo di fermentazione del faggio per produrre etanolo, una ricercatrice dell’Alta scuola di ingegneria e architettura di Friburgo ha sviluppato calcestruzzo molto leggero, sostituendo parte della sabbia con della segatura.

Un tesoro che sembra non volersi esaurire. Ogni anno, in Svizzera, la superficie boschiva cresce di un’area di circa 50 chilometri quadrati. Non tutti i 250 mila proprietari di bosco, però, hanno interesse a uno sfruttamento economico.

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Brucerà ancora, ma meglio

Un altro progetto si è invece concentrato sulla riduzione delle emissioni inquinanti e sulla conversione del legno, che è la principale risorsa rinnovabile del Paese, in differenti fonti energetiche.

E l’approvvigionamento?

Un incremento dell’uso del legname solleverebbe, verosimilmente, un problema di dove e come procurarselo.

Gli studi illustrano tuttavia che è possibile sfruttare maggiormente la risorsa, in modo efficace e sostenibile, senza intaccare in modo rilevante la biodiversità delle foreste svizzere.

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 07.11.2017)

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