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Riscaldamento globale, foreste svizzere minacciate

Uno studio federale indica quali principali preoccupazioni incendi e organismi nocivi, come alcuni insetti in grado di indebolire i boschi

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Il riscaldamento climatico cambierà il volto delle foreste svizzere. Per evitare il peggio, bisogna intervenire subito. Lo dicono le conclusioni del programma di ricerca federale avviato sul tema nel 2009. Preoccupano soprattutto gli incendi e gli organismi nocivi, come alcuni tipi di insetti in grado di indebolire i boschi.

Le foreste svizzere sono sempre più estese, ma anche più vulnerabili. Un riscaldamento climatico di 1 o 2 gradi è destinato a cambiarne drasticamente il volto nei prossimi decenni, dicono gli esperti federali, dopo sette anni di ricerche.

Le conifere saranno molto meno presenti alle basse quote: “L’abete rosso è la pianta più diffusa in Svizzera, ma è molto sensibile alla siccità perché le sue radici restano vicine alla superficie”, rileva Peter Brang, dell’Istituto di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio. “Sarà così più attaccata dal bostrico, un insetto che ama il caldo”.

Meno conifere dunque e più latifoglie, come la quercia o l’acero.

La Confederazione spinge per un adattamento delle specie, senza il quale le foreste non potranno più ricoprire le loro funzioni di produzione di legname e protezione contro i pericoli naturali.

“Bisogna cercare delle soluzioni per favorire le piante resistenti al riscaldamento”, spiega Rolf Manser, capo divisione foreste dell’Ufficio federale dell’ambiente. “Alcune sono già presenti, e si diffondono da sole, altre bisognerà piantarle”.

Per l’industria del legno, che già soffre a causa dei prezzi bassi, è un’altra cattiva notizia. È infatti molto dipendente dalle conifere. L’Ufficio federale dell’ambiente chiede più innovazione. Così il direttore Marc Chardonnens:

“Per questo tipo di industria sarà più difficile lavorare, certo, ma forse ci saranno anche delle nuove opportunità. Potranno emergere le capacità tipicamente svizzere”

Il Parlamento ha già sbloccato 20 milioni di franchi per aiutare i proprietari ad adattare le loro foreste.

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