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Rapporto preliminare Etiopia, i piloti del 737 agirono correttamente

Due uomini e due donne di colore vestiti in modo formale e seduti a un tavolo con numerosi microfoni

La ministra dei Trasporti etiope Dagmawit Moges presenta il rapporto preliminare alla stampa.

(Keystone / Str)

I piloti del Boeing 737 Max 8 schiantatosi il 10 marzo poco dopo il decollo da Addis Abeba hanno seguito le procedure raccomandate dal costruttore ma ciononostante non sono stati in grado di riprendere il controllo dell'aereo. È quanto risulta da un rapporto preliminare delle autorità etiopi sullo schianto del volo ET302, reso noto giovedì.

"Portalo su, portalo su!", si sente urlare in cabina di pilotaggio pochi istanti prima del disastro, nel quale morirono 157 persone.

I piloti rispettarono correttamente le procedure di emergenza previste dalla Boeing: cercarono di spegnere il software anti-stallo, di riportare il muso verso l'alto con la cloche manuale, poi di spegnere di nuovo il software. Ma a ogni tentativo l'aereo tornava in picchiata e si schiantò al suolo appena sei minuti dopo il decollo.

Il rapporto preliminare stilato dagli esperti a Parigi sulle scatole nere del Boeing 737 Max 8 pare dunque escludere definitivamente l'ipotesi di errore umano nella tragedia.

Boeing non contesta

Il rapporto, osservano alcuni media, non dà la colpa a nulla e nessuno in particolare, né nomina esplicitamente il software anti-stallo. Sembra tuttavia gettare l'ombra del dubbio sul fatto che potesse essere disattivato in qualunque momento, come affermato dal costruttore e alcune autorità USA.

Il CEO di Boeing, Dennis Muilenburg, riconosce l'esistenza di un difetto: "In attesa dei rapporti definitivi, sembra chiaro che sia in questo sia nel caso dell'altro incidente occorso in ottobre a Lion Air, il software si è attivato in risposta a dati errati del sensore".

"È nostra responsabilità eliminare questo rischio", ha aggiunto. "Dobbiamo e sappiamo come farlo".

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Servizio del TG sul rapporto preliminare relativo al crash del volo ET 302 (aereo Boeing 737 max 8) in Etiopia

La Boeing, che nei giorni successivi all'incidente in Etiopia ha visto mettere a terra l'intera flotta globale di 737 Max, ribadisce di prevedere un aggiornamento del programma di addestramento dei piloti e del software anti-stallo chiamato Mcas (Manoeuvering Characteristics Augmentation System).

Senza nominare il Mcas, la ministra dei Trasporti etiope Dagmawit Moges ha detto che "l'equipaggio ha seguito tutte le procedure stabilite dal costruttore, ma non è stato in grado di riprendere il controllo del velivolo".

Non ha precisato se le indicazioni sono state seguite "alla lettera". Ha parlato di "ripetuto assetto con muso abbassato non comandato".

Come funziona

Il 737 Max ha due reattori con diametro più largo dei predecessori, per risparmiare carburante e aumentare l'efficienza delle ventole. La caratteristica ha obbligato Boeing a modificare i carrelli e la posizione dei reattori e imprime un'angolazione particolarmente ripida all'assetto dell'aereo al decollo.

Per scongiurare il rischio che vada in stallo, cioè che le ali non riescano più a sostenerlo, l'Mcas (se ritiene vi sia pericolo) attiva una manovra automatica di compensazione agendo sui piani di coda, e facendo di conseguenza abbassare il muso per riprendere portanza.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 05.04.2019)

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