Time: Trump persona dell'anno

Dal 1927, il settimanale statunitense premia con una copertina le personalità che lasciano, nel bene o nel male, un segno nella storia

di Andrea Vosti

Negli Stati Uniti, la rivista Time ha incoronato Donald Trump persona dell'anno 2016. Un riconoscimento che dal lontano 1927 premia personalità che hanno lasciato -nel bene o nel male, in modo indelebile o anche solo di passaggio- un segno nella storia.

Per quest'anno non poteva che essere lui, l'egotista cacciatore di copertine e riflettori, l'uomo che nessuno aveva preso sul serio. Il provocatore che disprezzando le regole del politicamente corretto ha demolito la politica americana e conquistato la presidenza.

Un cataclisma, politico e culturale. Perché Donald Trump incarna non soltanto la rabbia anti-establishment che ribolle nella pancia di molte democrazie occidentali. Trump è la verità fatta accessorio. Il rispetto diventato optional. L'insulto spacciato per idea politica. Il trionfo dello slogan sul contenuto.

Trump rappresenta, meglio di chiunque altro, la politica nell'era di twitter e dei reality show. Forse anche per questo la scelta di Time Magazine era scontata. Perché Trump, piaccia o non piaccia, ha avuto il genio di intercettare lo spirito dei tempi, la rivolta dei colletti blu, la frustrazione della classe media dimenticata e li ha trasformati in voti, ricordando all'America che la demagogia si nutre della disperazione e che la forza della verità dipende dalla credibilità di chi la racconta.

Da Hitler a papa Francesco, passando per Steve Jobs e Vladimir Putin, Khomeini e Barack Obama: i personaggi dell'anno di Time hanno fatto, fanno e faranno sempre discutere, nel bene o nel male.

Il giudizio -equilibrato, severo o magnanimo- toccherà alla storia. Un destino cui non potrà sottrarsi neppure il Presidente degli Stati Divisi d'America.

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