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Accordo annunciato, ma… Il nuovo accordo annunciato sabato dai ribelli per riprendere lo sgombero di miliziani e civili da Aleppo est potrebbe essere esteso ad altre quattro località: oltre a quelle a maggioranza sciita di Kefraya e Fuaa, nella provincia di Idlib, assediate dagli insorti, anche a quelle sunnite di Madaya e Zabadani, nella provincia…
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Un’autobomba è stata fatta detonare alle 8.45 di sabato mattina da un attentatore kamikaze al passaggio di un bus che trasportava diversi soldati in borghese a Kayseri, nell’Anatolia centrale, davanti all’ingresso dell’università locale Erciyes. Nell’esplosione hanno perso la vita almeno 14 soldati, tutti ventenni, mentre 56 persone sono rimaste ferite. Almeno 12 sono ricoverate in…
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Su Aleppo Est è tornata a sventolare la bandiera siriana. È una delle immagini simbolo trasmesse giovedì dalla televisione di Damasco delle riconquista della città da parte delle truppe governative, sostenuti dalle milizie sciite e dalla Russia. Da Aleppo sono state evacuate un migliaio di persone, stando a fonti russe e dell’Organizzazione mondiale della sanità. …
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L’evacuazione dei ribelli rimasti con le loro famiglie nella parte orientale di Aleppo avrebbe dovuto iniziare questa mattina all’alba. Questo almeno è quanto prevedeva l’accordo siglato ieri tra il regime e gli insorti, ma della ventina di bus predisposti dal regime non ne è partito nessuno. Secondo fonti russe, gruppi di combattenti hanno violato il…
“La mia guerra in Ucraina”, l’italiano nel battaglione Azov
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Ha 50 anni, è partito dal Piemonte un anno fa per combattere i separatisti filorussi. Ora è tornato in Italia e, insieme a molti svizzeri e stranieri, organizza gli aiuti per i soldati al fronte.
Nell'est dell'Ucraina lo chiamano "Don". È il nome di battaglia di un italiano che ha deciso di combattere nel battaglione Azov, contro i separatisti filorussi. A Kiev ci è arrivato quando stava montando la protesta a Maidan e da allora ha deciso di arruolarsi imbracciando armi e vestendo la mimetica. In Italia era militante nell'estrema destra: "In Ucraina ho combattuto per un'ideale e per lealtà nei confronti dei miei camerati", spiega ora che è tornato in Piemonte dalla sua famiglia.
Nel Donbas gli stranieri stanno giocando un ruolo fondamentale: moltissimi sono al fronte a combattere e altrettanti dai loro Paesi si sono organizzati in reti d'aiuto per spedire cibo, soldi e attrezzatura militare. "Noi di destra siamo riuniti nella Misantropic Division alla quale appartengono anche molti svizzeri. E' solo un altro modo per combattere la guerra nell'est".
Ilaria Morani