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Troppo buono per essere buttato via

Un terzo delle derrate alimentari prodotte in Svizzera vengono gettate. Un vero spreco alimentare. Il problema è ormai noto. Per combatterlo nascono diverse soluzioni. Non da ultimo un'applicazione per telefonino.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 dicembre 2018 - 08:15
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Un'applicazione nata nel 2016 in Danimarca e che si sta diffondendo sempre più in Svizzera (sono oltre 400 i negozi, panettieri e ristoranti che hanno aderito) contribuisce a lottare contro lo spreco alimentare e a diminuire quindi quel terzo di alimenti prodotti che oggi non raggiunge la nostra tavola.

Si chiama "too good to go" e permette al cliente di prenotare e acquistare quel che resta in pentola a fine serata o sugli scaffali, in scadenza, al momento della chiusura. A livello nazionale sono 15 mila i pasti che quotidianamente vengono consumati grazie a questo sistema.

Ci guadagnano: l'esercizio pubblico (vende qualcosa che altrimenti butterebbe), il cliente (mangia a un prezzo ridotto) e i gestori dell'app. Incassano una commissione di 2.90 franchi per transazione.

Cos'è lo spreco alimentare?

Il termine spreco è definito come l’insieme di quei prodotti alimentari che hanno perso valore commerciale e che vengono scartati dalla catena agroalimentare, ma che potrebbero essere ancora destinati al consumo umano. Si tratta di prodotti perfettamente utilizzabili, ma non più vendibili, e che sono destinati a essere eliminati e smaltiti, in assenza di un possibile uso alternativo. I prodotti così classificati perdono le caratteristiche di “merce”, ma non quelle di “alimento”, quindi sono prodotti invenduti ma non invendibili.

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