seconda ondata Covid, possibili nuove restrizioni in Svizzera

Keystone / Jean-christophe Bott

Incentivare nuovamente il telelavoro, ridurre gli assembramenti pubblici a un massimo di 50 persone e chiudere discoteche e locali notturni.

Sono tre misure prefigurate da Matthias Egger, membro autorevole della commissione di esperti istituita dal governo federale per combattere il coronavirus.

La ripresa dei contagi viene costantementre monitorata dalle autorità federali che stanno valutando l'efficacia delle norme vigenti contro la paventata seconda ondata di cui si stanno già avvertendo gli effetti.

Ma a preoccupare maggiormente, osserva Matthias Egger, è l'elevato tasso di positività rilevato dai test virali, intorno al 15%, che fa presupporre un consistente numero di infetti inconsapevoli attualmente in circolazione, come avvenuto all'apice della pandemia durante la scorsa primavera.

Il servizio del TG:

La diffusione del Sars-cov2 sta mettendo a dura prova i servizi di tracciamento cantonali che, come annota Matthias Egger, stanno operando al limite delle loro possibilità.

Proprio su questa questione il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger ha ammesso che in alcuni cantoni si manifestano problemi nel tracciamento dei contatti dei positivi, anche se in generale il sistema sta funzionando. A Sciaffusa, Zurigo e nei Grigioni, ad esempio, si sta potenziando l'organico degli uffici incaricati a questa funzione, anche con il supporto della protezione civile.

Mentre non sta dispiegando tutti gli effetti sperati SwissCovid, l'app per dispositivi mobili scaricata da 2,5 milioni di persone, che doveva fornire un contributo importante al tracciamento dei contatti. Con l'aumento dei casi si registrano ritardi evidenti nella comunicazione del codice con cui l'utente viene avvertito di una potenziale situazione di infezione.

Secondo una statistica elaborata dall'Ufficio federale della sanità pubblica nel 38% dei casi la comunicazione avviene dopo quattro o più giorni, come spiega il servizio del TG:

  In questo contesto in piena evoluzione però la task force federale Covid-19, aggiunge il codirettore Manuel Battegay in un'intervista al Tages-Anzeiger, non ritiene necessario un nuovo lockdown parziale, evocato lunedì dal presidente della Confederazione Alain Berset.

Pur in presenza di un incremento dei contagi e delle ospedalizzazioni "è meglio applicare le misure esistenti in modo più rigoroso che introdurne di nuove in modo precipitoso", ha affermato il virologo, per il quale la battaglia contro il coronavirus ci terrà impegnati per tutto il 2021.

Anche se la situazione, ha precisato, dovrebbe migliorare entro aprile e a metà del prossimo anno dovrebbe essere finalmente disponibile il vaccino.  

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 13.10.2020)

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