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Covid, non esclusi confinamenti regionali

Alain Berset nel corso della conferenza stampa all'ospedale cantonale di San Gallo Keystone / Peter Schneider

Il consigliere federale Alain Berset è preoccupato per l'evoluzione dei contagi di coronavirus in Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 ottobre 2020 - 21:45
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 12.10.2020)

Il titolare del Dipartimento dell'Interno in visita a San Gallo, ha detto di avvertire una certa insofferenza tra la popolazione per la situazione sanitaria e le restrizioni ad essa collegate ma ha invitato a insistere nei comportamenti prescritti per non vanificare quanto fatto finora.

In risposta alle sollecitazioni dei media Alain Berset ha anche espresso l'intenzione di evitare in linea generale un confinamento dei cittadini, analogo a quello della scorsa primavera, per le conseguenze che ne deriverebbero dal profilo sociale ed economico. Ma ha anche aggiunto che sono configurabili in futuro lockdown circoscritti a livello regionale, su cui però resta intatta la competenza dei cantoni.

Proprio su questa questione il responsabile del Dipartimento degli interni ha precisato che non è al momento ipotizzabile che venga di nuovo dichiarato lo stato di straordinarietà con cui la Confederazione, sospendendo provvisoriamente l'ordinamento federalista, avoca a sé tutte le prerogative in materia. Ma se risulterà impossibile il tracciamento dei contagi, ha avvertito, occorrerà adottare soluzioni di natura restrittiva.

La strategia di Berna contro il Covid-19, ha continuato il consigliere federale friburghese, è flessibile e muta costantemente in funzione dell'evoluzione della situazione sanitaria.

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Per il momento è escluso un obbligo della mascherina a livello nazionale, su cui spetta ai cantoni decidere. Ma se ci fosse un sensibile incremento delle ospedalizzazioni, che sono in ogni caso destinate ad aumentare nelle prossime settimane, potrebbero essere presi provvedimenti su scala federale.

Per quel che riguarda le manifestazioni, in particolare quelle sportive, i protocolli adottati a tutela degli spettatori stanno funzionando mentre per quel che riguarda la diagnostica, ha continuato Alain Berset, sono in fase di affinamento e certificazione nuovi test rapidi.

Attualmente viene effettuata la metà delle analisi giornaliere (da 10'000-35'000 test) rispetto alle capacità del sistema ma bisogna scongiurare con ogni mezzo, ha indicato il presidente elvetico, la diffusione del coronavirus tra gli anziani che costituiscono la categoria più a rischio.

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 12.10.2020)

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