La televisione svizzera per l’Italia

Il ruolo dell’Italia nell’inchiesta a Crans-Montana e nel Consiglio di pace di Trump

un uomo e una donna si stringono la mano
Keystone

La partecipazione dell’Italia all’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana e le critiche dalla Penisola sull’operato della giustizia svizzera hanno trovato un forte riscontro sulla stampa svizzera degli ultimi sette giorni. I media elvetici si sono anche interrogati sul ruolo dell’Italia nel Consiglio di pace di Donald Trump e hanno ricordato che nel Paese è possibile sciare anche al di fuori di Cortina e dell’arco alpino.

Dall’Italia un “peso massimo” per indagare sulla tragedia di Crans-Montana

Le Procure del Canton Vallese e di Roma intensificheranno la collaborazione nell’inchiesta sull’incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato la morte di 41 persone, tra cui sei cittadine e cittadini italiani. In seguito alla decisione presa giovedì a Berna durante un incontro tra le due autorità penali, le parti inquirenti italiane avranno un accesso agevolato agli atti dell’inchiesta. Non sarà però istituita una squadra investigativa comune, ha precisato l’Ufficio federale di giustizia, e la Procura vallesana continuerà a dirigere il procedimento in Svizzera.

I quotidiani svizzeri del gruppo editoriale ch.media hanno dedicato ampio spazio al procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, che ha guidato la delegazione italiana a Berna. “Discreto, ma intransigente”, Lo Voi è un “peso massimo” della giustizia italiana, scrive la Luzerner ZeitungCollegamento esterno. Il magistrato ha imparato il mestiere presso Falcone e Borsellino e ha contribuito in modo decisivo a indebolire Cosa Nostra, ricorda il giornale svizzero-tedesco.

Qualche anno fa, Lo Voi aveva indagato sull’ex ministro dell’interno e attuale vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e abuso d’ufficio nel caso della nave di salvataggio Open Arms. Più recentemente, il magistrato siciliano di 68 anni ha aperto un’inchiesta contro Giorgia Meloni e altri membri del suo Governo per favoreggiamento e peculato nella vicenda riguardante un generale libico ricercato dalla Corte penale internazionale dell’Aia, scarcerato e poi rimpatriato dall’Italia.

Nonostante le sue inchieste contro personalità politiche di destra, Lo Voi non può essere ritenuto parte delle ‘toghe rosse’, sostiene la Luzerner Zeitung. “Il procuratore della Repubblica è piuttosto considerato un investigatore indipendente, freddo, quasi tecnocratico”, che preferisce evitare i riflettori. Per il quotidiano svizzero, “l’esperienza di uno specialista esperto di mafia e corruzione come Lo Voi dovrebbe rivelarsi preziosa in un contesto come quello del Canton Vallese, dove i legami personali tra politica, autorità comunali, giustizia ed economia sono stretti”.

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fiori e candele
Sono ormai passati quasi due mesi dalla tragedia di Crans-Montana, ma le ferite sono ben lontane dall’essere rimarginate. Keystone / Cyril Zingaro

La Svizzera “accusata dei peggiori mali”

Oltre all’incontro di giovedì a Berna tra rappresentanti della magistratura italiana e della procura del Canton Vallese, la stampa d’Oltralpe dedica anche questa settimana ampio spazio alle critiche sulla gestione dell’incendio di Crans-Montana provenienti dall’Italia. “I talk show italiani accusano la Svizzera dei peggiori mali”, titola 24heuresCollegamento esterno. “Mentre l’immagine positiva della Svizzera comincia a incrinarsi, agli occhi di molti giornalisti e personalità italiane sembra confermarsi uno stereotipo negativo: quello di una nazione senza cuore, ostinata e convinta della propria superiorità”, scrive il giornale vodese.

Alcune personalità svizzere hanno cercato di esporre la posizione elvetica nel corso di questi talk-show. Senza successo. Ad esempio, il politico ticinese Filippo Lombardi, intervenuto due volte nella trasmissione di Rai3 Lo Stato delle Cose, è stato pesantemente attaccato. “Fa parte del gioco di queste trasmissioni, che non sono affatto rispettose nei confronti delle vittime né aiutano la giustizia. Hanno semplicemente bisogno di uno svizzero come bersaglio”, afferma Lombardi in un’intervista alla Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno.

La Svizzera e il Ministero pubblico vallesano non sono per nulla esenti da critiche, aggiunge il politico ticinese. Tuttavia, la politica italiana sta strumentalizzando la vicenda. Da un lato per fomentare l’opinione pubblica contro un Paese, la Svizzera, che finora è sempre stato considerato un modello. “Dall’altro, Giorgia Meloni vuole convincere l’elettorato che è positivo che il Governo, a differenza di quanto avviene nella Confederazione, possa influenzare la magistratura attraverso la procura. È proprio questo l’obiettivo che Meloni vuole raggiungere con la riforma della giustizia attualmente in discussione in Italia”, prosegue Lombardi. Un’opinione condivisa dall’ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi, anche lui intervenuto durante un talk-show italiano. Dalle colonne di 24heuresCollegamento esterno, Bernasconi non è per nulla tenero nei confronti del Ministero pubblico vallesano, ma definisce i tentativi del Governo italiano di esercitare pressioni sulla giustizia svizzera come una violazione della separazione dei poteri e quindi della Costituzione.

trump e meloni
Giorgia Meloni e Donald Trump durante un incontro alla Casa Bianca nell’agosto 2025. Copyright 2025 The Associated Press. All Rights Reserved

Il ruolo dell’Italia nel Consiglio di pace 

La Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRFCollegamento esterno analizza la decisione del Governo Meloni di partecipare in qualità di osservatore alla prima riunione del Consiglio di pace, l’organo istituito da Donald Trump. Lo status di osservatore ottenuto da Roma – rileva l’articolo – non è una soluzione contemplata dal regolamento del Consiglio. Secondo le regole fissate dal presidente statunitense, solo i membri permanenti, tenuti a versare un miliardo di dollari, hanno pieno diritto di partecipazione. Francia, Germania e Regno Unito hanno rifiutato immediatamente. Anche l’Italia avrebbe dovuto dire di no, poiché la sua Costituzione non permette l’adesione a organismi in cui non gode di pari diritti rispetto agli altri Stati, indica la SRF.

Per Meloni, però, restare fuori avrebbe compromesso il ruolo di costruttrice di ponti tra Washington e l’Europa che cerca di indossare. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sostiene dal canto suo che l’assenza dell’Italia indebolirebbe la sua capacità d’influenza nel processo di pacificazione di Gaza.

La decisione solleva critiche in Italia: l’opposizione parla apertamente di “vasallaggio” verso il clan Trump. Tra i punti contestati, la natura stessa del Consiglio, che attribuisce poteri decisionali quasi assoluti a Trump, destinati a durare anche oltre un eventuale cambio alla Casa Bianca. Nonostante ciò, Meloni punta a preservare un contatto diretto con il presidente statunitense, convinta che questo rafforzi la posizione internazionale dell’Italia. “Per Meloni questo non è privo di rischi: tutti i sondaggi indicano infatti che Trump non è particolarmente popolare in Italia – scrive la SRF. Essere troppo vicina a Trump potrebbe danneggiarla alle urne, soprattutto se dovessero tornare in auge i fastidiosi dazi punitivi statunitensi.

vulcano
A nord delle Alpi probabilmente in pochi sanno che sulle pendici dell’Etna si può anche sciare. Giuseppe Distefano

Lo sci in Italia non sono solo le Alpi

Mentre i riflettori dei media mondiali sono puntati sui Giochi Olimpici invernali di Milano e Cortina d’Ampezzo, l’emittente pubblica svizzero tedesca SRFCollegamento esterno sposta lo sguardo più a sud. “Sciare in Sud Italia? Certo che è possibile!”, è il titolo dell’articolo che accompagna il servizio radiofonico. A far da cicerone al giornalista autore del servizio è Daniel Anker, autore di numerose guide alpine. “La nostra immagine dell’Italia? Si attraversano le Alpi e poi il paesaggio è pianeggiante, con spiagge, cultura e dolce far niente”, osserva Anker. “Ma non è affatto così!”, prosegue questo appassionato di montagne che negli ultimi anni ha scoperto le magie degli Appennini.

Per chi arriva dalle regioni alpine, rileva Anker, la catena montuosa che attraversa l’Italia da nord a sud presenta un paesaggio sorprendente: montagne imponenti, neve regolare in inverno e una rete di piccoli comprensori sciistici, spesso meno moderni di quelli delle Alpi, ma dotati di un fascino particolare. Secondo i dati, in Italia esistono 286 aree sciistiche, e ben 70 si trovano al di fuori dell’arco alpino, in regioni come Toscana, Emilia-Romagna, Basilicata e Calabria.

Dalla salita al Serra Dolcedorme, in Calabria, con vista sull’Etna, alle discese sul Monte Pollino in Basilicata o sul Monte Vettore nelle Marche, Anker si è innamorato degli Appennini. Ma il richiamo non è solo paesaggistico: il fascino del “nuovo” e l’attrattiva della cucina locale rendono queste destinazioni particolarmente suggestive per sciatori curiosi e per chi cerca un’alternativa ai resort più noti. Anker sottolinea anche l’accoglienza calorosa delle comunità locali, entusiaste di vedere arrivare sciatori e sciatrici dalla Svizzera. Il Sud Italia – prosegue l’articolo – non può di certo competere per ampiezza e strutture con le grandi località alpine, ma offre esperienze uniche: itinerari meno battuti, panorami inattesi – come la possibilità di vedere tre mari in un’unica escursione – e un rapporto più diretto con la natura.

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