WEF, Svizzera sul palcoscenico globale e Governo molto attivo durante il WEF
Al termine della 56esima edizione del WEF di Davos, la delegazione svizzera guidata da Guy Parmelin ha ottenuto impegni concreti su dossier chiave, come i negoziati commerciali con gli USA e gli aiuti umanitari all'Ucraina, affrontando al contempo temi di sicurezza globale e stabilità finanziaria.
La 56esima edizione del Forum economico mondiale (WEF) di Davos si è chiusa venerdì lasciando sul tavolo impegni concreti e nuove sfide per la Svizzera.
La delegazione elvetica, guidata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin e composta anche dai consiglieri federali Ignazio Cassis, Karin Keller-Sutter e Martin Pfister, ha condotto oltre 40 incontri bilaterali, affrontando un’agenda fitta che ha spaziato dalle relazioni commerciali alle crisi geopolitiche più urgenti.
Parmelin è stato l’esponente del Governo elvetico con il maggior numero di impegni, incontrando le figure di massimo rilievo. L’appuntamento chiave è stato quello con il presidente americano Donald Trump, dedicato principalmente alle relazioni commerciali: insieme ai ministri Keller-Sutter e Cassis, Parmelin ha discusso con la controparte americana, rappresentata dal segretario al tesoro Scott Bessent e dal segretario di stato Marco Rubio.
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Parmelin ha incontrato Greer e Zelensky al WEF
Un passo avanti ritenuto significativo è stato compiuto sul fronte del tanto atteso accordo commerciale con gli USA. Dopo un colloquio con il rappresentante americano al commercio Jamieson Greer, Parmelin ha annunciato: “Abbiamo convenuto di condurre il primo giro di negoziati a Berna”. Obiettivo del futuro trattato sarà di stabilizzare e ancorare giuridicamente i flussi commerciali tra i due Paesi.
L’intervento di Volodymyr Zelensky
Un momento di forte carica umanitaria è stato l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A causa della distruzione degli impianti energetici da parte della Russia milioni di ucraini vivono senza riscaldamento, ha ricordato Parmelin, spiegando che Zelensky ha chiesto alla Confederazione la fornitura urgente di generatori termici. La risposta elvetica sarà basata sulla mobilitazione di stock di magazzino delle aziende, mentre la questione del finanziamento rimane aperta.
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Zelensky al WEF: “Manca la volontà politica dell’Europa verso Putin”
Il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha inoltre sollecitato i leader europei, tra cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron, per ottenere un’esenzione per la Svizzera dalle misure di salvaguardia Ue su acciaio e ferroleghe.
Le considerazioni di Ignazio Cassis
Per Ignazio Cassis i colloqui hanno ruotato attorno alla sicurezza in Europa e Medio Oriente e al ruolo della Svizzera alla guida dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Con il ministro degli esteri ucraino Andrij Sybiha e il segretario generale dell’OSCE Feridun Sinirlioglu il 64enne ha esplorato il possibile ruolo dell’organizzazione in caso di cessate il fuoco in Ucraina. “In questo contesto”, ha annunciato Cassis, “potrebbero seguire viaggi a Kiev, Mosca e Washington”.
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Cassis al WEF: “Siamo in una nuova era”
Sul conflitto israelo-palestinese, il politico ticinese ha ribadito il sostegno elvetico alla prossima fase del piano di pace negli incontri separati con il presidente israeliano Isaac Herzog e il premier dell’Autorità Palestinese, Mohammad Mustafa.
Cassis ha peraltro definito “incredibile” il campo dei partecipanti al WEF di quest’anno, sottolineando l’importanza del dialogo con i paesi africani e asiatici. Questi scambi confermano a suo avviso l’inizio di una nuova era nelle relazioni internazionali, caratterizzata da un multilateralismo più frammentato e complesso.
Pfister, cooperazione militare e innovazione
Martin Pfister si è concentrato su cooperazione militare e innovazione. Con i colleghi olandesi il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha affrontato il tema degli acquisti di armamenti in Europa, mentre con il ministro della difesa giapponese ha discusso di scenari geopolitici e ricerca d’avanguardia. A ricordare il contesto di alta tensione in cui si è svolto il vertice Pfister ha visitato le truppe dell’esercito mobilitate in supporto alla polizia grigionese per garantire la sicurezza dell’evento.
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WEF, Martin Pfister fa visita alle truppe a Davos
La ministra delle finanze Karin Keller-Sutter – protagonista suo malgrado del discordo di Trump: l’inquilino della Casa Bianca ne ha parlato con toni sprezzanti, rammentando una telefonata dell’anno scorso – ha tenuto sette incontri di alto livello, focalizzati sulla stabilità del sistema finanziario globale e sulla regolamentazione. Tra i suoi interlocutori figurano la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva, il presidente della Banca mondiale Ajay Banga e la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde.
Forte di questo intenso lavoro diplomatico la delegazione del Consiglio federale rientra a Berna con un’agenda carica di nuovi capitoli in vari dossier, dalla trattativa con Washington all’aiuto umanitario per Kiev, confermando il ruolo che si è scelto la Svizzera, per volontà del suo esecutivo: attore di dialogo in un mondo sempre più polarizzato.
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