Swiss interrompe i voli speciali da e per Tel Aviv
Venerdì sera atterrerà l'ultimo volo speciale di Swiss proveniente da Tel Aviv.
Keystone/gaetan Bally
Troppo pericoloso atterrare a Tel Aviv. Così la compagnia aerea Swiss ha deciso per il momento di non operare più alcun volo speciale per rimpatriare cittadini svizzeri che si trovano in Israele.
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tvsvizzera.it/fra con Keystone-ATS
La situazione è troppo pericolosa. L’ultimo volo atterrerà venerdì sera a Kloten. Lo ha confermato lo stesso vettore. Il motivo della decisione è legato a problemi di sicurezza. Sabato mattina scade infatti l’ultimatum del governo israeliano ad Hamas. Da quel momento in poi ci si potrebbe aspettare un’offensiva di terra da parte di Israele nella Striscia di Gaza e un’ulteriore escalation di violenza. Non è quindi per il momento giustificabile operare i voli.
La decisione è stata presa a malincuore, ma la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi hanno la massima priorità, ha dichiarato Oliver Buchhofer, responsabile delle operazioni della compagnia aerea elvetica.
Inoltre annunciando già fin d’ora la cancellazione dei voli, Swiss vuole anche evitare di informare i passeggeri all’ultimo momento: in tal caso rischierebbero di rimanere bloccati all’aeroporto di Tel Aviv e sarebbero esposti a rischi ancora maggiori.
La decisione non riguarda il quarto volo speciale, che è partito venerdì mattiana alla volta di Tel Aviv e che dovrebbe atterrare in serata a Zurigo. Due ulteriori voli erano previsti nella giornata di sabato, ma per il momento non verranno effettuati.
I collegamenti erano organizzati in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri: finora ne sono stati eseguiti tre, tutti operati da Airbus A321 neo della compagnia di bandiera, che in totale hanno riportato in Svizzera circa 650 persone.
Sabato scorso, dopo gli attacchi di Hamas contro Israele, Swiss aveva sospeso i voli di linea regolari tra Zurigo e Tel Aviv. Giovedì sera il vettore ha annunciato che questa sospensione si protrarrà almeno fino al 22 ottobre.
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