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Minacce russe contro un giornalista, Berna reagisce

ambasciata
Fonte della discordia: l'ambasciata russa a Berna. © Keystone / Anthony Anex

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) giudica "assolutamente inaccettabili" le affermazioni e le minacce dell'ambasciata russa a Berna nei confronti di un giornalista della Neue Zürcher Zeitung.

“Gli ricorderemo [all’ambasciatore Sergei Garmonin, ndr] che la libertà d’informazione e la libertà dei media sono garantite dalla Costituzione federale”, ha scritto su twitter Nicolas Bideau, responsabile della comunicazione del DFAE.

Le minacce proferite dalla Russia contro il giornalista della NZZ erano legate alla sua copertura dell’aggressione russa in Ucraina. Interpellato da Keystone-ATS, il DFAE non ha specificato quale forma assumerà la protesta. In ogni caso, la Svizzera farà conoscere la sua posizione “in modo inequivocabile”.

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L’ambasciata russa, contrariata da un articolo del giornalista, aveva emesso un comunicato minaccioso in cui lo nominava e indicava che le sue dichiarazioni avrebbero potuto comportare una multa, una condanna ai lavori forzati o diversi anni di prigione in Russia.

L’articolo criticato dall’ambasciata russa si riferiva alla resistenza nella città ucraina di Melitopol. Il giornalista citava, tra l’altro, “azioni di guerriglia ucraina relativamente pacifiche”, facendo l’esempio di donne della città che “distribuivano pasticcini tagliati con lassativi ai soldati russi”.

L’Ambasciata russa ha ritenuto che l’articolo potesse legittimare il terrorismo. Ha inoltre descritto alcuni elementi, come l’episodio dei “pasticcini”, come “invenzioni e dicerie”.


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