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Otto persone, tra cui una svizzera, accoltellate in Giordania

Il capo della corte reale Yousef Issawi visita una delle vittime dell'attacco. Keystone


C'è anche una cittadina svizzera tra le otto persone aggredite con un coltello da un presunto fanatico a Jerash, celebre sito archeologico romano nel nord della Giordania.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 novembre 2019 - 19:09
tvsvizzera/afp/spal con RSI (TG del 6.11.2019)

L'assalitore, che secondo fonti anonime sarebbe un giovane di 22 anni proveniente dal vicino campo profughi palestinese di Souf, è stato subito arrestato. Due dei feriti - una guida turistica e un cittadino messicano – versano in gravi condizioni e sono stati trasportati in elicottero ad Amman. Le altre persone soccorse dai sanitari sono tre giordani, due messicani e una cittadina elvetica, di cui il Dipartimento federale degli affari esteri non ha fornito i particolari. Il servizio del TG.

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Al momento non sono conosciuti i motivi dell'attacco. Un testimone ha riferito che il gesto criminale, ad opera di un uomo con la barba vestito di nero e che brandiva un coltello, è avvenuto poco prima di mezzogiorno alla presenza di un centinaio di turisti che stavano visitando il sito archeologico. Quattro guide turistiche e tre stranieri hanno inseguito l'aggressore e lo hanno bloccato fino all'arrivo dei poliziotti.

Non si tratta della prima azione criminale in un luogo turistico in Giordania, che peraltro viene considerata dagli operatori turistici una delle destinazioni più sicure del Medio Oriente. Nel dicembre 2006 a Karak, conosciuta per il suo castello crociato risalente al XII secolo, è stata teatro di un attacco, rivendicato dall'Isis, che ha fatto dieci morti – sette agenti, due civili giordani e una canadese – e 34 feriti. Per quell'attentato sono state condannate dieci persone, due delle quali alla pena capitale.

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