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La settimana in Svizzera

Il coronavirus e le sue conseguenze hanno continuato a tenere banco nell'attualità elvetica anche questa settimana. Ma si è parlato anche di plurilinguismo, capolavori dall'origine controversa e del futuro dell'aereo ad energia solare Solar Impulse. Ripercorriamo gli argomenti salienti dei sette giorni appena trascorsi in Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2020 - 17:30

I nuovi contagi da coronavirus in Svizzera continuano a toccare quotidianamente cifre preoccupanti. Ma il calo registrato rispetto a inizio novembre rende gli esperti "prudentemente ottimisti".

La pandemia, che colpisce le fasce più anziane della popolazione, sembra aver spinto molte persone a richiedere un testamento biologico.

La crisi innescata dalla pandemia e le richieste avanzate da più parti non lasciano indifferente il Consiglio federale, che mercoledì ha deciso di proporre con urgenza al Parlamento un incremento degli aiuti finanziari per i casi di rigore fino a 1 miliardo di franchi destinati a chi ancora non ha ricevuto aiuti.

In molti si erano appassionati alla missione Solar Impulse che nel 2016 rese possibile per la prima volta il giro del mondo con un aereo ad energia solare. Non poche sopracciglia si sono aggrottate sentendo dire che la sua tecnologia potrebbe essere usata in ambito militare.

La pandemia ha dinamizzato il settore della compravendita di oro, specialmente nelle fasce di confine in Svizzera, Paese più permissivo dei suoi vicini in quest'ambito.

Tra le problematiche della risposta svizzera alla pandemia che vengono citate più spesso c'è il suo federalismo. Per quale motivo? 

Da Tintoretto a Modigliani, da Rembrandt a Picasso, passando per Cézanne, Van Gogh, Chagall… La collezione Bührle, che riunisce circa 200 opere, è una delle più prestigiose in Svizzera ed è considerata tra le più belle al mondo. Tuttavia, sul lascito dell'uomo d'affari di origine tedesca, arrivato in Svizzera nel 1924, è sempre aleggiato un alone di sospetto.

La Svizzera riconosce quattro lingue nazionali, ma nell'amministrazione federale si parla ancora troppo tedesco. L'italiano è praticamente inesistente mentre il francese cerca di restare a galla.

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tvsvizzera.it/Zz con RSI

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