In pillole La settimana in Svizzera

Una mascherina chirurgica tenuta da un uomo con i guanti di plastica.

Immagazzinate fino a inizio 2020 nella farmacia dell'Esercito, all'inizio della crisi sanitaria erano state distribuite gratuitamente ad autorità e istituzioni. Ora sono state ritirate, tutte.

Keystone / Georgios Kefalas

Provengono da un vecchio stock di 13,5 milioni di pezzi che Berna aveva acquisito nell'ambito della preparazione ad eventuali pandemie. Sono stata tutte ritirate a causa della presenza di un fungo. Questa la notizia della settimana nella quale i contagi sono nuovamente aumentati anche in Svizzera. Una pandemia che ha distrutto il turismo e che è fonte di caos alle dogane: chi arriva da paesi a rischio deve mettersi in quarantena ma i viaggiatori questo non lo sanno.

La Confederazione ha richiamato a titolo precauzionale le mascherine di un lotto acquistato nel 2007, fornite a Cantoni e istituzioni all'inizio dell'emergenza coronavirus. Analisi hanno mostrato tracce di Aspergillus fumigatus, un fungo che può rivelarsi pericoloso per persone con sistema immunitario indebolito.


Sono 29 i Paesi che la Svizzera considera ancora ad alto rischio di contagio a causa della pandemia di coronavirus. I viaggiatori in arrivo da questi Stati devono sottoporsi a un auto-isolamento di 10 giorni. Ma molti non ne sono a conoscenza. Regna dunque un po' di caos.

Dieci giorni fa una ragazza è uscita a festeggiare la sera a Grenchen, nel cantone Soletta. Questo nonostante sapesse di aver contratto il coronavirus. Risultato: quasi 300 persone in quarantena e una discoteca chiusa. Oltre alla multa è scattata anche una denuncia penale.


Crollo del turismo in Svizzera nel mese di maggio, sempre sulla scia delle restrizioni legate al coronavirus: i pernottamenti sono stati 625'054, in flessione del 79,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.


Lanciata la piattaforma "Chance5G" per avviare un dialogo con la popolazione su questa nuova infrastruttura mobile, il 5G, in particolare per quanto riguarda le preoccupazioni legate agli effetti per la salute, sulla base di "fatti concreti e scientifici".

La palma di Fortune, originaria dell'Asia e onnipresente nei giardini ticinesi, si diffonde sempre più anche nei boschi del cantone. Con quali conseguenze? Andiamo a conoscere più da vicino questa pianta che, nell'immaginario elvetico, è diventata uno dei simboli del Ticino.  


tvsvizzera.it/fra

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