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La settimana in Svizzera

Secondo la maggioranza dei deputati, per garantire il numero di effettivi nell'esercito bisogna rendere più attrattivo il servizio militare, non rendere meno attrattivo quello civile. Keystone / Christian Beutler

Lotta al terrorismo, innovazione e ricerca, servizio civile: l'agenda delle Camere federali ha tenuto banco questa settimana in Svizzera, dove ormai non si applica più il diritto d'urgenza introdotto per contrastare la pandemia di coronavirus e il commercio estero dà i primi segnali di ripresa. Resta l'incertezza su un'eventuale nuova ondata di contagi. Riuscito il referendum contro l'acquisto di nuovi caccia militari.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 giugno 2020 - 11:00

Fanno discutere, le misure di polizia anti-terrorismo approvate dalle Camere, poiché potranno essere applicate a bambini a partire dai 12 anni di età. Intese per un uso preventivo contro chi rappresenta una minaccia ma non è oggetto di procedimento penale, vanno di pari passo con un inasprimento di legge e una maggiore cooperazione internazionale.

Ricerca, innovazione ed educazione dimostrano intanto di essere ritenute decisamente importanti per la Svizzera. Il Consiglio degli Stati (camera alta) ha chiesto, per il periodo 2021-24, uno stanziamento più alto di quello proposto dal Consiglio federale (governo). Si potrebbero superare i 28 miliardi di franchi.

In chiusura di sessione, il Consiglio nazionale (camera bassa) ha bocciato a sorpresa una riforma per rendere più difficile l'accesso al servizio civile. Era stata pensata per rimediare alla perdita di effettivi dell'Esercito, il quale dovrà ora trovare un modo di rendere più allettante il servizio militare.

Nel frattempo, il Paese esce dalla 'situazione straordinaria'. Ciò significa lasciare il diritto d'urgenza, applicato in questi mesi per fronteggiare la pandemia di coronavirus. Ma cosa succederà in caso di seconda ondata? Come saranno gestite le frontiere? Risponde il consigliere federale Ignazio Cassis.

Arrivano però segnali positivi dal commercio estero svizzero. Secondo i dati pubblicati giovedì, l'export in maggio ha continuato a diminuire ma in misura assai minore rispetto al mese precedente, mentre le importazioni sono cresciute.

Non vi è dubbio che il 2020 riserverà anche alla Svizzera una contrazione del Prodotto interno lordo. Lo confermano le previsioni della Banca nazionale, che mantiene la sua politica monetaria orientata agli interessi negativi.

L'ultima parola, di questo riassunto settimanale e sui nuovi aerei da combattimento, spetta al popolo. Il referendum è riuscito e si andrà alle urne. Non è stato scelto un modello né è stata fissata una spesa: gli elettori dovranno soltanto dire se approvano o no l'acquisto di nuovi caccia.

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