In pillole La settimana in Svizzera

Il falso allarme e le precauzioni per il possibile arrivo del coronavirus 2019-nCoV hanno senz'altro tenuto banco questa settimana. Caratterizzata anche dalla soppressione di impieghi a Philip Morris, le incognite della Brexit per i cittadini svizzeri, una sentenza del Tribunale federale su un caso di naturalizzazione e il debutto d'un nuovo emoticon

La settimana si è aperta col Giorno della memoria. A 75 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, come il 27 gennaio di ogni anno, si sono commemorate le vittime dell'Olocausto. Tvsvizzera.it lo ha fatto con un'intervista a uno dei sopravvissuti alla Shoah che ancora vivono in Svizzera.

Da una nota multinazionale del tabacco con sedi a Losanna e Neuchâtel arrivava intanto notizia di licenziamenti. La ristrutturazione viene motivata col nuovo modello d'affari, orientato alle alternative alla sigaretta. Metà degli impieghi persi saranno delocalizzati.

Alla mezzanotte di sabato, il Regno Unito ha lasciato l'Unione Europea. Un cambiamento che tocca anche la Svizzera, poiché le importanti relazioni tra Berna e Londra poggiano in buona parte su accordi Svizzera-UE. Ma la transizione è iniziata da tempo. Ecco come.

Il tema cui si è dedicato più spazio in settimana è senz'altro il Coronavirus 2019-nCoV, per la rapidità con la quale si sta diffondendo l'epidemia. La Svizzera, per ora, non registra contagi, ma prende precauzioni e ha attivato una helpline telefonica per la popolazione.

Mentre Swiss sospendeva i voli verso la Cina, si apprendeva di un'importante sentenza del Tribunale federale (la massima istanza giudiziaria del Paese), che accolto il ricorso di un italiano che si era visto respingere la domanda di naturalizzazione. Leggi perché. 

Giovedì, è stato pubblicato il rapporto biennale sull'immagine della Svizzera all'estero. In questo articolo, un riassunto degli elementi che ne hanno fatto parlare/scrivere bene o male nel 2019, in particolare sui giornali e nei social media.

A proposito di comunicazione digitale: un (essenziale, per gli svizzeri) emoticon che non c'era, adesso c'è.


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