La televisione svizzera per l’Italia

Cure di lunga durata, occorre ripartire dal personale

Una coppia di persone anziane in un istituto di cura.
Occorre un approccio nuovo per risolvere la crisi del settore. KEYSTONE/© KEYSTONE/ VALENTIN FLAURAUD

Secondo una ricerca illustrata venerdì a Berna è indispensabile migliorare le condizioni di lavoro e investire maggiori risorse per affrontare i problemi dell'invecchiamento della popolazione e della fuga dei e delle dipendenti dagli istituti sociosanitari.

Il settore delle cure di lunga durata attraversa una grave crisi, destinata a peggiorare alla luce delle tendenze demografiche, se non si interverrà migliorando le condizioni del personale ed erogando maggiori risorse finanziarie. È quanto emerge in sintesi nello studio condotto dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), in collaborazione con il sindacato Unia, che è stato presentato venerdì a Berna.

Contenuto esterno

La ricerca, che si è svolta con interviste di gruppo tra le e i dipendenti del ramo, sottolinea che gli approcci classici che vengono adottati per risolvere i problemi dell’assistenza alle persone anziane e lungodegenti, vale a dire assunzione di manodopera estera, potenziamento della formazione e implementazione delle novità tecnologiche, non sono sufficienti.

Prevale l’aspetto economico nell’assistenza

Da questa analisi qualitativa, che ha coinvolto gruppi di dipendenti del ramo, emerge che con l’attuale sistema di finanziamento, l’assistenza è diventata sempre più razionata e al personale curante manca il tempo per il lavoro relazionale, che è una parte essenziale delle cure. Un’assistenza di qualità, è stato sottolineato in proposito alla conferenza stampa, “è molto più che tenere in vita un corpo”.

In particolare è stato riscontrato che l’intensificazione del lavoro basata su obiettivi di “produzione” sta portando all’esaurimento emotivo e psicologico del personale, oltre ad avere un impatto negativo sui residenti delle case di cura. Lo testimonia il fatto che ogni mese, da 300 a 400 assistenti alle cure abbandonano la professione.

Oltre 35’000 impieghi supplementari

E il futuro è tutt’altro che roseo: entro il 2040 infatti, il numero di persone ultraottantenni è destinato ad aumentare dell’88% e saranno necessari 35’000 posti di lavoro in più nell’assistenza di lunga durata.

Altri sviluppi

Le tre risposte principali citate alla crisi dell’assistenza a lungo termine (il ricorso a manodopera straniera o frontaliera, la formazione e la tecnologia) non risolvono il problema, ha osservato il professore della SUPSI Nicolas Pons-Vignon.

In dettaglio, ha spiegato lo studioso, l’assunzione di personale straniero continuerà a svolgere un ruolo importante e la formazione è certamente necessaria per soddisfare le crescenti esigenze, ma questi fattori da soli non riusciranno a compensare gli abbandoni in massa della professione. Inoltre, le macchine e l’automazione non fanno risparmiare manodopera perché richiedono molta manutenzione.

Migliorare le condizioni di lavoro

Come si deve allora intervenire? Lo studio insiste sul fatto che bisogna migliorare in modo tangibile le condizioni di lavoro per ridurre l’esodo del personale. È inoltre necessario fornire agli anziani prestazioni di più facile accessibilità e flessibili, come ad esempio servizi di aiuto domestico o alloggi protetti che consentano di ritardare l’ingresso negli istituti per gli anziani. E a seguito delle previste tendenze demografiche sarà inevitabile destinare maggiori risorse finanziarie al settore delle cure sociosanitarie per pazienti che necessitano di un supporto continuo.

Se nulla cambierà, ha aggiunto da parte sua Unia, saranno i familiari delle persone bisognose di assistenza a essere messi alla prova, con effetti negativi sulla loro situazione professionale e sulla loro salute.

Per il sindacato, le cure di lunga durata e la sicurezza delle stesse per la popolazione anziana devono essere considerate una sfida sociale e diventare una priorità politica. A questo scopo, evidenzia Unia, occorre prestare ascolto al personale curante, che sta mettendo a punto un “Manifesto per un’assistenza di qualità” che sarà illustrato la prossima estate.

Nuove norme in itinere

Che vi sia un certo malessere all’interno di questo settore lo ha testimoniato un sondaggio condotto da Unia cinque anni fa secondo cui un assistente di cura su due non intende continuare a svolgere questo tipo di lavoro fino all’età del pensionamento. Secondo il sindacato, le ragioni di questa situazione sono da ricercare nella sempre maggiore predominanza di considerazioni economiche nell’organizzare il lavoro del personale di cura.

Qualcosa comunque si sta già muovendo. Nel dicembre 2022 il Parlamento ha adottato la legge destinata a promuovere la formazione di nuove leve, come previsto dall’iniziativa “per cure infermieristiche forti”, accettata in votazione popolare nel novembre 2021.

+ Parte la raccolta di firme contro il nuovo sistema di finanziamento delle cure

Secondo le nuove norme ospedali, case di cura od organizzazioni di assistenza e cura a domicilio beneficeranno di contributi per far fronte ai costi ancora scoperti nella formazione pratica di personale infermieristico diplomato.

Controverso sistema di finanziamento

In tema di finanziamento delle prestazioni sociosanitarie, infine, va segnalato anche che dopo 14 anni di discussioni le Camere federali hanno adottato, il mese scorso, la controversa riforma che coinvolge direttamente il settore delle cure di lunga durata.

Queste, attualmente di esclusiva competenza delle assicurazioni private, saranno in futuro finanziate, secondo precise quote, anche dai Cantoni. Una novità ritenuta “radicale, antidemocratica e antisociale” dall’altro sindacato VPOD che ha lanciato un referendum contro le norme appena votate dal Parlamento.

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR