Coronavirus in Svizzera Curva appiattita, ma non siamo fuori pericolo

In Svizzera, la curva delle nuove infezioni da coronavirus si è appiattita rapidamente, ma il rischio di contrarre il virus e assistere a un aumento dei malati gravi è ancora elevato, sottolineano le autorità. Intanto, il mercato del lavoro è fermo e il ricorso al lavoro ridotto è aumentato in modo esponenziale; nel canton Ticino interessa ormai oltre metà dei dipendenti.

Grosso elemento metallico circolare rosso, al centro del quale si intravede un operaio con mascherina che lavora

Anche in Ticino, il cantone che aveva applicato misure più restrittive, martedì sono tornate a operare delle industrie, benché previa autorizzazione e con un massimo di 10 addetti.

Keystone / Alessandro Crinari

"Non siamo ancora fuori pericolo", ha precisato venerdì davanti alla stampa il delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica UFSPLink esterno Daniel Koch, il quale ha ricordato che oltre 300 persone, nel Paese, hanno tuttora bisogno di respirazione artificiale. Il Covid-19 "è una malattia pericolosa", ha sottolineato, "non solo per i pazienti a rischio".

In risposta alle critiche espresse dal settore della ristorazione, Koch ha motivato la mancanza di una data di riapertura di bar e ristoranti con la difficoltà di rispettare le misure di protezione nei locali pubblici, in particolare la distanza sociale. Ha inoltre ricordato le esperienze negative di fine marzo con la limitazione del numero di clienti nei locali. "Non ha funzionato affatto", ha detto. 

+ L'agenda per il riavvio delle attività economiche

Mercato del lavoro

Il crollo della richiesta di manodopera da parte delle imprese è netto. "Non abbiamo mai visto niente del genere, nemmeno in caso di gravi recessioni", ha riferito il capo della Direzione lavoro della Segreteria di Stato dell'economia SecoLink esterno, Boris Zürcher. Il mercato del lavoro è "completamente fermo", ha riassunto.
 
Il numero di disoccupati è salito da 118'000 del 15 marzo ai 151'000 di oggi. Ogni giorno lavorativo, 1'500 persone in più si iscrivono alla disoccupazione. Considerando i termini di disdetta in vigore -di tre mesi o più- sono persone che hanno perso l'impiego prima della crisi sanitaria, ma al momento è impossibile trovare loro un altro posto.

È in caduta libera anche il numero di giovani che ottengono un contratto di apprendistato (formazione duale). Sono allo studio diverse misure, ha riferito il vicedirettore della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione SEFRILink esterno Rémy Hübschi. Tra queste, la proroga del termine per la ricerca di un tirocinio e la creazione di offerte transitorie in attesa della firma di un contratto.

Tra bilanci e interrogativi

Intanto, il Telegiornale della RSI ha ospitato in studio il ministro Ignazio Cassis, al quale ha chiesto lumi sulle decisioni prese dal Consiglio federale (governo) giovedì in relazione alla riapertura delle attività in Svizzera: non si rischia un nuovo picco? Quanto la decisione è influenzata dalle pressioni dal mondo economico? E la riapertura delle scuole non mette a rischio genitori e docenti?


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Al consigliere federale Cassis, che è a capo del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, è stato anche chiesto quali coordinamento e dialogo esistano tra i vari Paesi -ognuno col suo piano di uscita dalla pandemia- e in particolare con quelli vicini, considerato l'alto numero di frontalieri che lavorano in Svizzera.

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