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Allo studio ipotesi per prolungare la vita della centrale atomica di Beznau

centrale atomica di beznau riflessa nel fiume aare
Keystone / Alessandro Della Bella

La sua chiusura è prevista nel 2030 ma potrebbe essere posticipata di dieci anni. La centrale nucleare di Beznau è forse destinata a durare di più a causa dell'incertezza energetica.

L’azienda elettrica elvetica Axpo sta esaminando la possibilità di utilizzare la centrale nucleare argoviese di Beznau oltre il 2030. L’obiettivo è di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico in Svizzera, ha annunciato oggi il gruppo con sede a Baden, nel Canton Argovia.

“Garantire l’approvvigionamento energetico”

Axpo ha inoltre presentato all’Ufficio federale dell’energia (UFEN) un progetto per una centrale di riserva a Muttenz (nel Canton Basilea Campagna). Si tratta di una centrale a turbine a gas che dovrà permettere di coprire il consumo di elettricità di diverse centinaia di migliaia di famiglie in caso di carenza.

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Alla luce delle conseguenze potenzialmente devastanti di interruzioni di corrente prolungate e su larga scala, la sicurezza dell’approvvigionamento è di estrema importanza. In Svizzera non esistono limiti di durata per le centrali nucleari. Possono essere utilizzate finché sono sicure, ha proseguito Axpo.

La durata della centrale nucleare di Beznau, a Döttingen, è prevista per 60 anni, ma ora si sta esaminando la possibilità di prolungare il suo funzionamento. Secondo Axpo, l’aspetto della sicurezza è primordiale. L’esame di un suo possibile prolungamento durerà circa un anno.

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I due reattori nucleari di Beznau sono i più vecchi della Svizzera: Beznau I è entrato in funzione nel 1969 e il reattore II nel 1971. I due reattori producono circa sei terawattora di elettricità, il che corrisponde al consumo di 1,3 milioni di famiglie di quattro persone.

Secondo Axpo, da quando sono stati messi in funzione, l’azienda ha investito oltre 2,5 miliardi di franchi nell’adeguamento e nella modernizzazione dei due reattori.

“Deficit di sicurezza”

L’annuncio di Axpo ha fatto storcere il naso alla Fondazione Svizzera per l’Energia (SES). Quest’ultima ha criticato i piani della società energetica Axpo definendoli “inutili e pericolosi per la Svizzera”. L’idea di lasciare le centrali nucleari elvetiche eternamente in funzione non è necessaria. La “mancanza di trasparenza e i deficit di sicurezza della centrale nucleare di Beznau” sono stati evidenziati da anni, ha scritto la SES in una nota odierna.

La centrale nucleare di Beznau è invecchiata ed è ben lontana dagli standard di sicurezza delle nuove centrali nucleari. Un approvvigionamento energetico decentralizzato è più sicuro del rischio di cluster di reattori vecchi e centralizzati che ottengono il loro combustibile dalla Russia.

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