Stati Uniti Vent'anni dalla strage della Columbine

Croci bianche di legno con nomi e foto, posate accanto a un albero lungo una strada in un parco

Croci con i nomi delle vittime nei pressi del memoriale del massacro, prima di una veglia commemorativa.

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Sono passati vent'anni dalla strage della Columbine High School negli Stati Uniti. Il 20 aprile del 1999, nella scuola superiore del Colorado, due studenti di 17 anni uccisero 12 giovani e un professore, prima di togliersi la vita. Un massacro mai dimenticato per l'emozione che suscitò, ma anche per i non rari tentativi di emulazione.

Eric Harris e Dylan Klebold aprirono il fuoco nell'istituto di Littleton con fucili a pompa, pistole ed esplosivi. In meno di un'ora freddarono 13 persone e ne ferirono un'altra ventina. Altre rimasero segnate per la vita, e soffrono ancora di crisi d'angoscia, ansietà, insonnia, disordini alimentari. 

Una strage premeditata, il che amplificò l'impressione e lo sgomento. Un dramma cui aveva dato risalto, con un'evidente critica alla lobby delle armi, Michael Moore nel suo documentario Premio Oscar 'Bowling for Columbine' (2002).

Trovata morta Sol Pais

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno conosciuto altre stragi a scuola: 33 morti al Virginia Polytechnic Institute nel 2007, 26 alla scuola elementare Sandy Hook nel Connecticut nel 2012, 17 morti al liceo di Parkland, Florida, nel 2018.

Ancora più numerose le minacce, come quella -rientrata mercoledì scorso- della giovane Sol Pais: 18 anni, della Florida del sud, era arrivata in Colorado nel pomeriggio di lunedì armata di fucile a pompa e aveva prospettato "atti violenti".

La donna, che a detta dell'FBI era "ossessionata" dalla strage di Columbine, è stata ritrovata morta mercoledì dopo una caccia di 24 ore. Apparentemente si è tolta la vita. 


Le minacce di Sol Pais avevano spinto le autorità a chiudere più di 100 istituti scolastici nell'aerea di Denver.

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