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Ue, prove di democrazia diretta

L'europarlamento rivaluta l'Iniziativa civica europea, che con un milione di firme raccolte in 8 paesi consente di sollecitare Bruxelles a legiferare

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 ottobre 2015 - 20:29

Si chiama Iniziativa civica europea. Consente, con almeno un milione di firme raccolte in otto stati membri, di sollecitare Bruxelles a legiferare su materie di competenza dell'Unione.

Un embrione di democrazia diretta, in parte ispirato anche al modello svizzero, che fino a oggi non ha prodotto alcun risultato concreto. Ma ora un rapporto del Parlamento europeo propone di facilitare il ricorso all'Iniziativa, rendendola uno strumento più efficace.

Nel servizio, sentiremo l'esperienza -per ora infruttuosa- di un comitato contro l'accordo sul commercio transatlantico, la cui campagna è solo una di 20 iniziative civiche pendenti. Altre 24 hanno fallito la raccolta delle firme.

Sono solo tre, invece, le iniziative giudicate ricevibili dall'Ue: una per il diritto all'acqua, una contro la vivisezione, e l'altra contro gli esperimenti che distruggono embrioni umani. La Commissione le ha registrate ma, per un motivo o per l'altro, ha in tutti e tre i casi declinato l'invito ad agire.

Intanto, dallo scorso anno il numero di nuove iniziative è crollato.

L'idea dell'iniziativa civica risale ai tempi in cui si voleva dare all'Ue una Costituzione. I suoi ideatori hanno studiato anche le iniziative popolari svizzere, ma di quel modello resta ben poco.

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