Trump attacca la fed Borse in profondo rosso, Zurigo -2,85%


È stata una giornata di passione per le borse di tutto il mondo, dopo il tonfo di ieri di Wall Street che ha perso oltre il 3% (4,08% l'indice dei titoli tecnologici Nasdaq).

Le Borse europee, che hanno risentito dell'evoluzione delle contrattazioni oltre Atlantico, hanno chiuso in forte calo: Londra è arretrata dell'1,94%, Parigi dell'1,92%, Madrid delll'1,69%, Francoforte dell'1,48% e Milano dell'1,84%. Male anche Zurigo dove lo SMI ha chiuso con una contrazione del 2,85% a 8'639.19 punti, l'SPI del 2,64% a 10'201.83 punti.

Trump ha inveito contro la Fed che secondo lui sarebbe all'origine del mercoledì nero (la peggiore seduta degli ultimi otto mesi). Il presidente ha accusato la Banca Centrale di essere "impazzita" e di commettere "un grande errore", con la sua politica monetaria troppo restrittiva in un contesto di inflazione contenuta. Ma per gli analisti Donald Trump sta solo cercando un capro espiatorio in caso di fallimento della sua politica sui dazi.

A far temere gli investitori è infatti la guerra commerciale con la Cina, che detiene un'importante quota di titoli sul debito statunitense (oltre mille miliardi di dollari), piuttosto che i timori di un rialzo generalizzato dei tassi.

Sulle piazze europee, indicano i commentatori, si stanno inoltre riverberando le incertezze della manovra finanziaria del governo Conte che è già stata bocciata a Bruxelles ed entro fine mese sarà sottoposta all'influente giudizio delle società di rating.

Riguardo invece il mercato elvetico i consulenti invitano alla calma poiché i fondamentali dell'economia restano saldi e non vi sono avvisaglie di recessione.

 

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