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Terrorismo, caccia all'uomo in Belgio, arresti in Francia

Mentre a Parigi sono state fermate quattro persone sospettate di preparare un attentato, sono ancora in fuga i due sospetti terroristi di Bruxelles

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2016 - 21:32

A Parigi sono state arrestate 4 persone, sospettate di voler compiere un attentato nel centro città. La paura del terrorismo si riaccende, in Francia e in Belgio, all'indomani della sparatoria avvenuta a Bruxelles, a seguito di un'operazione di polizia legata agli attacchi di Parigi dello scorso novembre.

In Belgio la caccia ai due fuggitivi continua, e intanto gli inquirenti hanno rivelato l'identità dell'uomo rimasto ucciso nel blitz della polizia.

Sigilli, barricate e vetri rotti, di fronte all'appartamento da cui ieri sono partiti gli spari, terminati con l'uccisione di un presunto terrorista da parte delle unità speciali.

"Il sospetto abbattuto si chiamava Belkaid Mohammed", riferisce Thierry Wertz, portavoce della Procura federale belga. "Nato il 9 luglio 1980, di nazionalità algerina. Si trovava in maniera illegale in Belgio, era stato condannato per un furto semplice, ma non era schedato dalle autorità giudiziarie o dalla polizia".

Di fianco al corpo, gli agenti hanno ritrovato un kalashnikov, un libro sul salafismo e una bandiera dello Stato islamico. C'erano anche numerosi caricatori e delle munizioni.

Gli inquirenti sospettano così che l'appartamento fosse un covo di terroristi. Non sono però stati ritrovati esplosivi, e non c'è traccia nemmeno delle due persone che si trovavano nell'appartamento al momento della sparatoria.

I due sospettati fermati tra martedì sera e mercoledì mattina sono stati nel frattempo rilasciati. La ricerca, dunque, prosegue. L'allerta a Bruxelles resta alta. Anche perché gli inquirenti non escludono di effettuare altri blitz.

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