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Biden riconosce il genocidio armeno

Durante la campagna elettorale Biden aveva preannunciato la decisione. Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved

Joe Biden è diventato il primo presidente statunitense a riconoscere le atrocità commesse dall'impero ottomano contro gli armeni come "genocidio".

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2021 - 21:55

Il genocidio armeno è riconosciuto come tale da una ventina di Paesi, posizione vigorosamente contestata dalla Turchia.

In un comunicato Biden ha commemorato il massacro di 1,5 milioni di armeni durante il crollo dell'Impero ottomano, chiamandolo "genocidio". È la prima volta che un presidente statunitense usa questo termine. Il massacro degli armeni iniziato nel 1915 è riconosciuto come genocidio da una ventina di Paesi, posizione vigorosamente contestata dalla Turchia.

"Noi affermiamo la Storia", ha scritto il l'inquilino della Casa Bianca, "non lo facciamo per accanirci su qualcuno ma per assicurarci che ciò che è successo non si ripeta mai più".

Prima di rendere pubblico l'annuncio, secondo fonti della stampa Biden avrebbe comunicato telefonicamente al suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan la sua decisione.

Senza citare gli Stati Uniti, Erdogan aveva criticato poco velatamente la scelta, dicendo che continuerà a "difendere la verità contro coloro che sostengono la menzogna del cosiddetto genocidio armeno a fini politici." Dopo il comunicato americano, ha sottolineato che "la Turchia non ha lezioni di storia da ricevere da nessuno", ribadendo la sua accusa di politicizzazione. 

Malgrado anni di pressioni da parte della comunità armena negli Stati Uniti, nessun presidente si era finora mai arrischiato a andare contro Ankara, alleata storica di Washington e membro della Nato.

Il Congresso americano aveva riconosciuto il genocidio nel dicembre del 2019 con un voto simbolico, ma l'allora presidente Donald Trump, in ottime relazioni con Erdogan, non aveva mai utilizzato il termine, parlando invece di "una delle peggiori atrocità di massa del XX secolo".

Gli armeni ritengono che 1,5 milioni di loro siano stati uccisi in modo sistematico durante la Prima guerra mondiale dalle truppe dell'Impero ottomano, allora alleato di Germania e Austria-Ungheria.

La Turchia, nata dopo la fine dell'Impero ottomano, riconosce dei massacri ma rifiuta categoricamente il termine "genocidio", evocando una guerra civile in Anatolia e una carestia nella quale 300'000-500'000 armeni sono morti e così altrettanti turchi.

L'intenzione di Biden era stata preannunciata durante la campagna elettorale.  "Non dobbiamo mai dimenticare ne restare silenziosi davanti a questa terribile e sistematica campagna di sterminio", aveva detto, aggiungendo: "Se non riconosciamo pienamente il genocidio, non lo commemoriamo, non l'insegniamo, le parole non hanno più significato."

tvsvizzera.it/Zz/afp con RSI (TG del 24.04.2021)

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