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Stati Uniti d'America Impeachment, tutti sotto accusa, Biden compreso

Mike Pompeo ha definito l'inchiesta di impeachment lanciata dai democratici alla Camera contro Donald Trump come "chiaramente politica" e ha difeso le azioni del dipartimento di stato sostenendo che erano volte solo a migliorare le relazioni con il nuovo governo ucraino.

Donald Trump mentre tiene un discorso: si vedono bene le due mai poste in avanti, come volesse impedire l'avanzata di qualcuno
(Keystone / Pablo Martinez Monsivais)

Alla fine il presidente statunitense Donald Trump ha ottenuto da Kiev ciò che voleva: il nuovo procuratore generale ucraino Ruslan Riaboshapka ha annunciato che riesaminerà l'indagine su Burisma, la società del gas nel cui cda sedeva il figlio di Joe Biden, Hunter. Una doccia fredda per l'ex numero due di Obama, la cui corsa per la Casa Bianca rischia ora di finire nel tritacarne delle inchieste politiche.

Ma ora l'inchiesta di impeachment per accusare il presidente di aver chiesto aiuto ad una potenza straniera a fini politici personali accelera e investe un altro pezzo grosso del governo: la Camera ha chiesto i documenti sull'Ucrainagate anche al vice presidente Mike Pence, dopo che un'analoga istanza era già stata avanzata al segretario di Stato Mike Pompeo. 

Richieste le carte ucraine

I leader democratici che supervisionano l'indagine del Congresso degli Stati Uniti nel quadro della procedura contro Donald Trump, venerdì, hanno emesso un'ingiunzione formale che ordina alla Casa Bianca di consegnare i documenti relativi al caso ucraino entro il 18 ottobre.

"La Casa Bianca si è rifiutata di collaborare - o addirittura di rispondere - alle molteplici richieste di consegna dei documenti da parte delle nostre commissioni. Dopo quasi un mese di ostruzione, sembra ovvio che il presidente abbia scelto la strada delle operazioni di sfida, ostruzione e occultamento", hanno affermato in una nota.

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Impeachment, parla un politologo repubblicano

Incriminazione

Donald Trump, come noto, è sotto la minaccia di incriminazione per aver chiesto al suo omologo Volodymyr Zelensky - durante una telefonata il 25 luglio - di aiutarlo a raccogliere informazioni compromettenti sul figlio di Joe Biden, che è l’avversario più accreditato per sfidarlo alle elezioni che si terranno nel 2020.

Hunter Biden è stato membro del comitato di sorveglianza di un gruppo industriale ucraino e ha fatto degli investimenti in Cina quando il padre era il braccio destro di Barack Obama e, secondo le accuse avanzate dall'attuale inquilino della Casa Bianca, avrebbe approfittato della situazione per guadagnare somme notevoli. 

Il presidente ha assicurato che le sue richieste non avevano finalità elettorali, ma miravano unicamente a combattere la corruzione in quel Paese. Gli SMS scambiati dai diplomatici americani emersi durante l’inchiesta sembrerebbero dimostrare il contrario.

E il nostro corrispondente a Washington ha sentito sul tema un politologo conservatore, Henry Olsen.



tvsvizzera.it/fra con RSI

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