Contro Trump i democratici non si arrendono
I democratici affilano le armi. Il rapporto del procuratore speciale Robert Mueller, che scagiona Trump, secondo i dem apre la strada a un possibile impeachment.
Anche se è ancora troppo presto per saltare a conclusioni, il partito serra le fila e si prepara a lanciare l’attacco a Donald Trump, forte della “roadmap” offerta da Mueller e nella consapevolezza che le elezioni sono fra solo 18 mesi e che potrebbe lasciare decidere agli americani invece di spingere con la messa in stato d’accusa del presidente.
Il quadro ritratto dal procuratore speciale è, secondo i democratici, ben diverso da quello dipinto dal ministro della Giustizia William Barr. Le azioni di Trump descritte nel rapporto sono “disoneste, non etiche, immorali e non patriottiche” dice senza mezzi termini il presidente della commissione di intelligence della Camera, Adam Schiff. Trump non è stato accusato di collusione da Mueller, ma il nodo da sciogliere è ora un suo possibile ostacolo alla giustizia.
“La Costituzione non concede l’immunità categorica e permanente del presidente” scrive il procuratore speciale nel suo rapporto, osservando come “nessuno è al di sopra della legge” e anche se il “rapporto non conclude che il presidente non ha commesso alcune reato, non lo esonera nemmeno”. Affermazioni che i democratici leggono come una chiamata all’azione.
I repubblicani non stanno però a guardare e, attaccando i democratici, invitano ora ad andare avanti: le indagini sul Russiagate si sono concluse, il rapporto è ormai pubblico ed è il momento di guardare avanti per il bene del Paese.
Intervista al personaggio che ha fatto scattare l’inchiesta sul Russiagate
Vedi più articoli di TVSvizzera.it nei risultati di Google. Per saperne di più
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.