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Si prolungano oltre il limite, fissato per venerdì, i lavori alla Conferenza Onu sul clima a Katowice, in Polonia.
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Scontri nella manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Intanto si conta la settimana vittima dall'inizio dei disordini.
Strasburgo, il giornalista Megalizzi non ce l’ha fatta
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Antonio Megalizzi, il giovane reporter italiano rimasto ferito alla testa nella sparatoria al mercatino di Natale di Strasburgo, è morto oggi in ospedale.
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Rassicurazioni non vincolanti da parte europea. È il magro bottino raccolto dalla premier britannica Theresa May durante il vertice europeo.
“Umiliazione”, “fallimento”. I quotidiani britannici hanno definito anche così il tentativo della premier Theresa May di ottenere concessioni da parte europea sull'accordo raggiunto lo scorso mese sulla Brexit. Concessioni che le sarebbero servite per convincere il Parlamento britannico ad accettare l’intesa faticosamente raggiunta con l’Unione. La stessa May aveva ammesso che, nella situazione attuale, l’accordo verrebbe affossato da Westminster.
In particolare, la premier auspicava di ottenere delle rassicurazioni giuridicamente vincolanti sulla clausola del “backstop irlandese”, che obbligherebbe la Gran Bretagna a sottostare ai regolamenti commerciali europei fino a che non sarà trovato un modo per evitare un dannoso confine “duro” tra Irlanda e Irlanda del Nord.
Un magro bottino
Davanti ai 27 al vertice europeo a Bruxelles, May ha sostenuto di credere che alla Camera dei comuni vi sia "una maggioranza che vuole dare seguito al referendum ed uscire con un accordo negoziato", sollecitando i partner europei ad aiutarla a cambiare la percezione dei parlamentari sul backstop.
Ma la risposta è stata negativa e ancora una volta i leader europei hanno ripetuto: "L'accordo non si tocca, ma possiamo aiutare con chiarimenti politici". E così è stato. I partner si sono limitati a pubblicare una dichiarazione in cui chiariscono lo scopo ed il funzionamento del “backstop”, impegnandosi a fare tutto il possibile perché non entri mai in vigore, ed eventualmente duri il meno possibile. Ma il tutto senza garanzie giuridiche vincolanti che avrebbero certamente aiutato a convincere il Parlamento britannico.
Quest’ultimo dovrebbe esprimersi sulla questione tra il 7 e il 21 gennaio. Nel caso l’accordo venisse respinto, gli scenari ipotizzati variano da un secondo referendum sulla Brexit a un divorzio dall’Ue senza accordo.
In seno all'Unione ci si sta già preparando a quest’ultima, temuta, possibilità. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato la pubblicazione di tutte le informazioni necessarie per affrontare un’eventuale “hard brexit” mercoledì prossimo.
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Il presunto autore dell’attentato al mercato di Natale di Strasburgo è stato abbattuto giovedì sera in uno scontro a fuoco a Neudorf.
Tre anni di carcere per Cohen, ex avvocato personale di Trump
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È stato giudicato colpevole di aver comprato il silenzio di due donne che affermavano di aver avuto una relazione extra-coniugale con Donald Trump.
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La premier britannica, dopo essere riuscita a incassare la fiducia del Parlamento, è a Bruxelles per tentare di ottenere nuove garanzie dall'Ue.