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Libia, falliscono i negoziati di pace

Il maresciallo Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, ha lasciato Mosca senza firmare l'accordo di cessate il fuoco accettato dal suo rivale Fayez al-Sarraj.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 gennaio 2020 - 13:37
tvsvizzera.it/mar/agenzie con RSI (TG del 14.1.2020)
Stretta di mano di rito tra Khalifa Haftar e il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov. Keystone / Ministry Of Foreign Affairs Pres

Dopo aver chiesto un periodo di riflessione sino a martedì mattina, il maresciallo Khalifa Haftar, che controlla tutto l'est della Libia e le cui truppe sono nei sobborghi di Tripoli, ha risposto picche, lasciando Mosca senza firmare l'accordo di cessate il fuoco.

Secondo quanto riportato da Al Arabiya, Haftar ha affermato che il documento proposto ignora molte sue richieste. La scelta di non firmare l'accordo – stando a quanto scrive l'Ansa riferendosi a 'fonti italiane qualificate' – sarebbe invece stata presa per potere studiare e approfondire meglio i termini dell'intesa e poi proporre delle modifiche. Lasciando Mosca, però, il maresciallo non avrebbe comunicato se e quando riprenderà i colloqui per la firma di una tregua.

Il servizio del TG:

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Durante i negoziati svoltisi nella capitale russa (le trattative sono frutto di uno sforzo congiunto tra Russia e Turchia), Haftar non ha incontrato fisicamente il suo rivale Fayez al-Sarraj, il cui governo è stato ufficialmente riconosciuto dall'ONU.

Al-Sarraj ha dal canto suo firmato il testo, ha annunciato il capo della diplomazia russa Serghei Lavrov. Malgrado questo fallimento – ha proseguito Lavrov – la Russia proseguirà i suoi sforzi per raggiungere una tregua in Libia.

Più stizzita la reazione della Turchia, che in Libia ha già dispiegato un piccolo contingente a sostegno di al-Sarraj. "Il golpista Haftar ha rifiutato di firmare la tregua. Prima ha detto di sì, ma poi ha lasciato Mosca, è scappato. Noi abbiamo mantenuto la nostra promessa, è il golpista Haftar che ha lasciato il tavolo", ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, promettendo di "infliggere una lezione" all'uomo forte della Cirenaica se dovesse riprendere i suoi attacchi.

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