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Giordania, profughi siriani fermi nella terra di nessuno

La situazione è di attesa e speranza, perché Amman ha sigillato la frontiera, lasciando così migliaia di persone in una sorta di limbo

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 febbraio 2016 - 13:01

Una parte degli oltre 600'000 siriani rifugiatasi in Giordania vive nel campo allestito nel 2012 dalle Nazioni Unite a Zaatari, nel nord del paese. Il resto, la maggioranza, è sparpagliato altrove. Incluso nel villaggio di fronte al campo dove negli anni, con l'aiuto di parenti e di benefattori, le tende sono diventate case e la popolazione è raddoppiata.

E' il dramma che vivono almeno altri 15'000 siriani tra uomini donne e bambini, fuggiti dalla guerra e dalle esecuzioni, ma ora fermi nella terra di nessuno tra Siria e Giordania e nel punto più lontano del confine, lungo quasi 400 km. La maggioranza sono di Raqqa e di Deir Ezzor, zone sotto il controllo dell'auto-proclamato Stato Islamico e, dunque, l'esercito giordano teme che tra di loro vi siano degli Jihadisti.

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