Elezioni europee, avanzano le destre, ma la “maggioranza Ursula” regge
Alle elezioni europee, le destre e i sovranisti hanno guadagnato terreno, senza però sovvertire gli equilibri parlamentari.
Il finesettimana che si è appena concluso ha segnato il grande appuntamento elettorale europeo. Stando alle prime proiezioni, destra e sovranisti hanno conquistato terreno, ma la cosiddetta “maggioranza Ursula” ha retto. Di cosa si tratta? L’espressione è stata usata nelle ultime ore per indicare la nascita di un Governo sostenuto da una maggioranza simile a quella che, nel 2019, aveva permesso la conferma della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Una maggioranza composta da partiti conservatori e progressisti, ma anche da una parte di euroscettici più moderati.
Il gruppo del PPE (Parito Popolare Europeo, centro-destra europeista) passerebbe dagli attuali 177 eurodeputati a 186. I socialisti scenderebbero invece da 140 a 133 deputati e i liberali di Renew da 102 a 82.
I conservatori di ECR (Conservatori e Riformisti, centro-destra) crescerebbero da 68 a 70 e i sovranisti di ID (Identità e Democrazia) da 59 a 60, senza contare tuttavia i 17 eurodeputati di AFD (Alternative für Deutschland) che attualmente sono tra i non iscritti. Per i Verdi il calo sarebbe da 72 a 53 e per la Sinistra UE da 37 a 36.
L’attuale Parlamento europeo conta 705 eurodeputati ma quello che si aprirà a luglio ne avrà 720.
Fratelli d’Italia in testa
In Italia, la destra rappesentata dai Fratelli d’Italia (FDI), partito della premier Giorgia Meloni, ha conquistato il 28,9% dei voti. Anche il Partito democratico (PD) targato Elly Schlein ha avuto successo, raccogliendo il 24,5% delle schede. Crolla invece il Movimento 5 Stelle (M5S) al 10,5%, tallonato da Forza Italia-Noi Moderati, che va al 9,2% e supera una Lega (all’8,5%) che non monetizza apparentemente l’effetto Vannacci, con il generale che comunque viene eletto all’Eurocamera. Risultato lusinghiero per Alleanza Verdi e Sinistra (al 6,8%) che esulta e manda Ilaria Salis a Strasburgo. Fiato sospeso, invece, per Stati Uniti d’Europa che all’ultima proiezione – la quinta – balla sotto la soglia del 4%, (3,9%) così come Azione di Carlo Calenda quotata al 3,2%.
C’è stato un nuovo record, però, ed è quello dell’astensionismo, che in Italia, è stato del 50,33%: meno di un italiano su due si è recato alle urne.
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