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Chi ha il diritto di farti tacere sui social media?

Keystone / Michael Reynolds

Dopo l'account del presidente Donald Trump, Twitter a ha deciso la sospensione di migliaia di account legati alla teoria cospirazionista. E questo dopo che lunedì il social network Parler, la piattaforma scelta dal presidente americano Donald Trump, è stato rimosso dagli app store di Apple e Google.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2021 - 21:22

Twitter ha chiuso "oltre 70mila account" legati alla teoria cospirazionista di estrema destra QAnon. La decisione è stata una conseguenza dell'attacco contro Capitol Hill da parte di un gruppo di sostenitori del presidente Donald Trump. L'annuncio è stato dato dallo stesso social media.

Alla luce "dei violenti eventi di Washington DC e dell'accresciuto rischio di pericolo, venerdì pomeriggio abbiamo cominciato a sospendere in modo permanente migliaia di account dedicati soprattutto alla condivisione di contenuti QAnon", è stato specificato nella nota.

Lunedì il social network Parler, la piattaforma scelta dal presidente americano Donald Trump, è stato rimosso dagli app store di Apple e Google. Amazon, che ospita i server del servizio di microblogging, li ha inoltre disabilitati domenica 10 gennaio.

Sulla presunta censura nei confronti di Trump e dei sui seguaci, ne parliamo con il professor Bertil Cottier, esperto di diritto internazionale dei media.

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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