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Delitto di Albino, la 16enne resta in carcere

La ragazza, cresciuta nel Locarnese, nega di aver ucciso con l'amante marocchino la moglie di quest'ultimo; secondo i carabinieri, entrambi hanno inferto coltellate

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2015 - 11:52

Resta in carcere la 16enne di origini kosovare cresciuta nel Locarnese e sospettata di aver ucciso, con un 25enne marocchino, la moglie di quest'ultimo ad Albino, in provincia di Bergamo.

La ragazza, al sesto mese di gravidanza, nega di aver preso parte al delitto. Sarebbe stato solo il marocchino, marito della disabile 19enne uccisa, a inferire coltellate con una lama lunga 26 centimetri. La sospettata lo ha ripetuto agli inquirenti nel corso dell'interrogatorio di convalida dell'arresto, avvenuto nel carcere dei minori Beccaria di Milano.

Secondo i carabinieri, ad accoltellare la ragazza martedì notte sarebbero stati invece entrambi gli amanti con due diversi coltelli da cucina. Se ne saprà di più dopo l'autopsia che sarà effettuata lunedì.

I difensori della 16enne, che ad agosto diventerà madre, intendono chiedere una perizia psichiatrica per stabilire se al momento dell'omicidio era in grado di intendere e di volere. Intanto la ragazza rimarrà in carcere, come anche il suo compagno, che lo scorso anno aveva tentato di chiedere asilo politico in Svizzera ma era stato espulso in quanto non era in possesso dei requisiti richiesti.

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