Criminalità informatica Spiati dopo una sola chiamata WhatsApp

Primo piano dello schermo di uno smartphone con icone di popolari applicazioni; al centro e a fuoco: Whatsapp

"Alcune dozzine" di smartphone violati.

Keystone / Ritchie B. Tongo

Un virus informatico di tipo spyware è riuscito a violare diversi telefoni cellulari attraverso una singola chiamata inviata all'applicazione Whatsapp e senza bisogno che ci fosse una risposta. Lo ha rivelato martedì la stessa compagnia controllata da Facebook.

Un portavoce ha riferito che il numero di smartphone infetti è di "alcune dozzine" e che il problema è stato scoperto all'inizio di maggio. Si tratterebbe dunque di attacchi mirati e non su larga scala.

Tecnicamente, il virus scoperto è uno spyware, vale a dire di un programma che carpisce informazioni relative ad esempio alla navigazione su Internet e le invia a un soggetto terzo, sfruttando una vulnerabilità (un errore di programmazione) dell'applicazione.

"I nostri ingegneri", ha spiegato il portavoce, "hanno scoperto che le persone obiettivo dell'infezione possono ricevere una o due chiamate da un numero che non conoscono e durante la chiamata il virus viene installato".

L'applicazione di messaggistica WhatsApp ha oltre 1,5 miliardi di utenti.

Secondo il quotidiano britannico Financial Times, lo spyware è stato realizzato dalla compagnia israeliana Nso Group, già implicata in diversi casi di infiltrazione nei telefonini di avvocati, attivisti per i diritti umani, dissidenti, giornalisti.

Parole chiave