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Calais, nuovi scontri tra migranti e polizia

È iniziato da pochi giorni lo sgombero della 'Giungla', campo profughi che sarà parzialmente rifatto, ma ospiterà 1500 persone su 6000 presenti

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 gennaio 2016 - 14:39

A pochi giorni dall'inizio dello sgombero e parziale rifacimento del campo profughi di Calais sono ricominciati i disordini tra migranti e polizia.

L'intervento nella cosiddetta 'Giungla', nota per le condizioni disperate dei profughi, era iniziato pacificamente ma poneva fin da subito degli interrogativi.

Il nuovo campo, che prevede una zona di sicurezza per facilitare la sorveglianza, ospiterà infatti solo 1500 migranti su circa 6000 presenti oggi.

Alcuni di essi sperano ancora di riuscire ad attraversare la Manica. 'Medici senza frontiere' cura ogni giorno ferite da filo di ferro elettrico, segno dei tentativi di uscire dal campo, o ferite dovute a scontri. Scontri con la Polizia, che cerca di impedire ai migranti di accedere alla strada che conduce al porto.

I disordini sono iniziati due giorni fa, quando un gruppo di oltre 200 profughi ha appiccato il fuoco alla tendopoli. La polizia ha risposto con i lacrimogeni, ma il problema resta finché non si saprà dove finiranno queste persone.

Stanchi delle temperature vicine allo zero, di malattie come salmonella, varicella e scabbia, molti di loro si sono rassegnati e attrezzati, aprendo negozietti o facendo i parrucchieri [cfr. video].

Ma troppi tra loro attendono ancora una chiamata. Una chiamata da un passatore che li aiuti a raggiungere la Gran Bretagna.

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