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Afghanistan, bombe USA su ospedale di MSF

Morti anche dei medici nel raid a Kunduz, la città conquistata lunedì dai talebani

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 ottobre 2015 - 21:39

"Danni colaterali": con queste parole il colonnello Brian Tribus, portavoce delle forze statunitensi in Afghanistan, ha spiegato gli effetti del bombardamento dei caccia americani questa notte a un ospedale dell'organizzazione umanitaria Médécins sans frontières (MSF) a Kunduz, la città contesa da talebani e lealisti supportati dalla coalizione internazionale a guida statunitense.

Il bilancio provvisorio parla di almeno 19 morti, 37 feriti (di cui molti in gravi condizioni) e una trentina di dispersi. Tra le vittime figurano tre medici e personale sanitario. Fonti del ministero dell'interno di Kabul sostengono che nella struttura sanitaria si nascondeva una decina di insorti islamici mentre per l'ambasciata di Washington si è trattato di un tragico incidente. I comandi USA, che su questo episodio hanno avviato un'inchiesta, hanno riferito che l'operazione "è stata realizzata alle 2,15 contro individui che minacciavano la forza".

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