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Iran-USA, la tensione sale ulteriormente

Teheran ha annunciato giovedì di avere abbattuto un drone "americano" che si trovava nel suo spazio aereo nel sud del paese. Secondo fonti dell'esercito USA, il velivolo stava invece volando nello spazio aereo internazionale sopra lo stretto di Hormuz.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 giugno 2019 - 13:14
tvsvizzera/mar/afp con RSI (TG del 20.6.2019)
Il drone abbattuto dai Guardiani della rivoluzione dovrebbe essere un Global Hawk come questo. Keystone / Airman 1st Class Tristan Viglian

L'apparecchio, un modello Global Hawk, è stato abbattuto "nelle prime ore della giornata" al di sopra della provincia costiera di Hormozgan, nell'Iran meridionale, hanno indicato i Guardiani della rivoluzione, la milizia che dipende direttamente dalla Guida suprema Ali Khamenei.

Il velivolo è stato centrato da un missile "dopo aver violato lo spazio aereo iraniano", aggiunge la nota.

Due ufficiali statunitensi contattati dall'Associated Press hanno invece dichiarato che il drone si trovava sopra lo stretto di Hormuz, nello spazio aereo internazionale.

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L'incidente avviene in un momento di crescenti tensioni tra l'Iran e gli Stati Uniti. Washington accusa Teheran di essere responsabile dell'attacco alle due petroliere il 13 giugno scorso nel Golfo di Oman.

L'Iran ha invece negato qualsiasi coinvolgimento, suggerendo l'ipotesi che potrebbe trattarsi di una trovata statunitense per giustificare l'uso della forza contro la Repubblica islamica.

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"Rischio di guerra"

Mercoledì il capo della diplomazia tedesca Heiko Maas ha dichiarato che "il rischio di guerra nel Golfo" non è "escluso". Parigi e Berlino hanno lanciato un appello alla de-escalation, attraverso il dialogo tra tutte le parti in causa.

Le tensioni tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti sono in aumento da quando il presidente americano ha deciso nel maggio 2018 di ritirare il suo paese dall'accordo internazionale sull'energia nucleare iraniana concluso nel 2015 e di ripristinare pesanti sanzioni contro Teheran.

La tensione è aumentata ulteriormente con gli attacchi del 13 giugno contro due petroliere nel Golfo di Oman. L'esplosione a bordo della petroliera giapponese Kokuka Courageous è stata causata da una ventosa "simile a quelle usate dall'Iran", ha detto mercoledì un comandante americano del Naval Central Command (NAVCENT).

Da parte sua, secondo l'armatore della nave, l'equipaggio della nave da carico giapponese ha riferito di aver individuato un'imbarcazione non identificata che aveva prima tentato di attaccare la nave, per poi tornare tre ore dopo e colpirla, provocando un buco nello scafo e un incendio.

Il generale Amir Hatami, ministro della Difesa iraniano, ha "categoricamente" respinto le accuse americane definendole infondate.

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