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A difesa di Roma, armati di scope

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Dal 2009, ben prima di #Romasonoio, i volontari di 'Retake' ripuliscono le strade della capitale e della provincia; sono 25'000, divisi in gruppi di quartiere

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 luglio 2015 - 20:43

La sentenza unanime arriva dalla stampa e cala come una ghigliottina sull'amministrazione Ignazio Marino. Tutto nasce da un articolo del New York Times sullo stato di degrado di Roma, cui ha fatto eco a stretto giro il quotidiano parigino Le Monde.

Non è un periodo facile per il sindaco Marino, che intanto presenta la nuova giunta capitolina, dopo la seconda ondata di arresti di Mafia capitale. Si tratta del terzo rimpasto di governo. Gli scandali di corruzione si susseguono quotidianamente e in più, da quasi un mese, è in corso lo sciopero bianco del personale dei trasporti pubblici, con il caos che ne consegue per i cittadini ed il gran numero di turisti presenti in questa, più che mai torrida, estate romana.

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Come se non bastasse, un tweet arrivato da oltreoceano dell'attore Alessandro Gassman, impegnato sul set del suo nuovo film che si sta girando in Uruguay, scatena un putiferio di reazioni in rete. L'attore propone un'iniziativa sotto l'hashtag #Romasonoio. Presto, migliaia tra cittadini e personalità pubbliche si sono uniti al coro delle critiche.

Ma l'approccio di chi già da anni, dalle parole è passato ai fatti è apparentemente diverso. Il gruppo Retake, cittadini volontari che già dal 2009 nel silenzio mediatico si occupano di ripulire le strade di Roma, mostrano una visione concreta e obiettiva del problema. Partiti in quattro, oggi contano 25.000 volontari, divisi in vari gruppi di quartiere, coprono il territorio di tutta la provincia di Roma.

Il servizio è di Enrico Marra.

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