Navigation

È rottura tra Grecia e Ue, niente proroga agli aiuti

Default in caso di mancato pagamento di 1,6 miliardi entro martedì da parte di Atene, bancomat presi d'assalto

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 giugno 2015 - 21:12

È ormai rottura insanabile tra Grecia e Ue, dopo l'interruzione delle trattative sul piano di aiuti e l'annuncio del referendumLink esterno da parte del premier Tsipras. Oggi all'Eurogruppo ha prevalso la linea dei "falchi" e non è stata concessa alcuna proroga al pagamento del pagamento di 1,6 miliardi al Fmi che scade il 30 giugno (Tsipras aveva chiesto un prolungamento di una settimana per celebrare il referendum come previsto il 5 luglio): se Atene non onorerà il suo impegno sarà dichiarato il fallimento del paese (default) e nelle cancellerie europee ci si sta quindi preparando al piano B.

All'uscita dell'Eurogruppo, cui non ha potuto partecipare, il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha detto che la Grecia è ancora disponibile a un accordo e che comunque "oggi è un giorno triste per l'Europa".

Da parte sua il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo cui "dobbiamo prepararci a tutto quello che è possibile fare per preservare la stabilità e la solidità dell'eurozona", ha precisato che il programma di aiuti alla Grecia scade inderogabilmente martedì prossimo. All'annuncio del referendum si sono formate lunghe code davanti ai bancomat e in meno di 24 ore sono stati ritirati 700 milioni di euro.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.