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"Ranieri Guerra cercò di nascondere le negligenze italiane"

Altre ombre sulla gestione della pandemia da parte dell'Oms. Keystone / Martial Trezzini

Ranieri Guerra, assistente del direttore generale dell'OMS, non avrebbe aggiornato e reso operativo il piano pandemico italiano dal 2014 al 2017 quando Guerra era direttore dell'ufficio di Prevenzione del Ministero della Salute italiano.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 maggio 2021 - 21:02

Lo dice un rapporto dell'ufficio regionale dell'Oms di Venezia che venne pubblicato online il 13 maggio 2020 ma poi subito ritirato. La mano che avrebbe ritirato in fretta e furia il rapporto sarebbe stata quella dello stesso Ranieri Guerra.

La memoria difensiva

Nessuna interferenza neppure indiretta né alcun contributo di sorta può essere ravvisato nelle condotte" del direttore vicario dell'Oms Ranieri Guerra per ottenere la rimozione dal sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del report firmato dal gruppo dei suoi ricercatori con ufficio a Venezia, in cui si metteva in luce l'inadeguatezza della prima risposta dell'Italia all'epidemia di Coronavirus.

Lo si legge nella memoria difensiva depositata alla Procura di Bergamo dalla difesa di Guerra, indagato per falsa testimonianza a pubblico ministero in un filone dell'indagine sulla gestione del Covid nella Bergamasca. 

Come riporta la rogatoria inviata in Svizzera nell'ambito dell'inchiesta sul piano pandemico non aggiornato, Guerra si sarebbe "adoperato personalmente alla rimozione del sito di Oms del report" avvenuta il 14 maggio 2020 e cioè meno di 24 ore dopo la sua pubblicazione.

Quello studio, è scritto nella memoria, "è stato pubblicato e poi ritirato dallo stesso Zambon sulla base dei rapporti intrattenuti" dal ricercatore veneto "con i suoi diretti referenti/superiori (tra i quali non rientra in alcun modo Guerra) per preoccupazioni relativi alla 'China box' inerenti alla trasmissibilità del virus da uomo a uomo.

A sostegno di ciò, è stata allegata la mail inviata sempre quel giorno a Zambon e per conoscenza al suo superiore Dorit Nitzan dell'ufficio Oms Europa, con cui Gauden Galea, funzionaria sempre Oms a Pechino, chiedeva di rimuovere immediatamente il documento perché "inaccurato" e in due punti
in contrasto con la "sequenza temporale" data dal quartier generale dell'Organismo delle Nazioni Unite. 

E questa storia italiana ancora tutta da chiarire, getta anche un'ombra sull'OMS alla vigilia della pubblicazione del rapporto indipendente sui primi mesi della pandemia previsto per mercoledì 12 maggio.

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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