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Incostituzionale la legge lombarda anti-moschee

Keystone

La Consulta accoglie il ricorso del governo, le norme regionali ledono la libertà di culto. Tweet di Maroni: "La sinistra esulta: Allah Akbar"

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2016 - 12:53

La legge approvata un anno fa in Lombardia sui luoghi di culto, meglio conosciuta come legge anti-moschee, è incostituzionale. È quanto ha sancito la Corte Costituzionale secondo cui le norme urbanistiche regionali particolarmente restrittive sulla costruzione di nuovi edifici religiosi, impugnate dal governo di Roma, ledono i principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini e di libertà confessionale. Le motivazioni della decisione, presa piuttosto velocemente e all'unanimità dai 15 giudici togati - saranno rese note nei dettagli solo nelle prossime settimane.

La normativa di fatto pone dei limiti praticamente insormontabili imponendo valutazioni di compatibilità con il contesto architettonico lombardo e di impatto ambientale e un referendum sull'accettazione dell'edificio da parte dei cittadini.

Il presidente lombardo Roberto Maroni, che aveva condotto una strenua battaglia sul tema, ha scritto su Twitter "La sinistra esulta: Allah Akbar", imitato dal segretario matteo Salvini che sempre sul social dei cinguetti ha postato "e brava la Consulta islamica".

Mentre il segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri ha detto che "ora è tutto da rifare" e il governatore della Lega è "un pasticcione" che "fa leggi solo per motivi ideologici". Da parte sua il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Romeo ha annunciato che "verrà presentato un nuovo progetto di legge con le opportune modifiche che otterrà il medesimo risultato del provvedimento impugnato dal Governo Renzi", ovvero "dare regole certe e chiare per realizzare luoghi di culto", aggiungendo che "noi non ci arrendiamo e non intendiamo far diventare Milano e la Lombardia una enclave del Califfato".

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