Navigation

I Cimbri tra discriminazioni e speranze

L'Istituto di cultura cimbra, fondato nel 1973 a Roana sull'Altopiano di Asiago. @Istituto di cultura cimbra

Anni di discriminazioni e repressione non hanno annientato la volontà di questa comunità di preservare e far rifiorire la propria cultura.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2021 - 09:29
Simone Benazzo e Marco Carlone, RSI News

I Cimbri, una comunità di boscaioli e contadini, dopo l'anno Mille lasciarono il territorio dell’attuale Baviera per insediarsi nel nord-est della penisola italiana (oggi province di Trento, Vicenza, Verona e Belluno).

Questa popolazione germanofona nel corso dei secoli si integrò con i vicini di lingua romanza, pur preservando le proprie tradizioni e la propria lingua, il cimbro. Durante il Novecento subì discriminazioni e repressione, che portarono a una drastica diminuzione dei parlanti cimbro in Italia.

Dagli anni ‘70 è però iniziato un processo di riscoperta dell’identità cimbra, declinata in una prospettiva di inclusione e condivisione che si è concretizzata nell’incontro e nello scambio con altre minoranza linguistiche presenti in Italia e in Europa.

Uno dei laboratori di questo processo è l’Istituto di Cultura CimbraLink esterno, fondato nel 1973 a Roana, sull’Altopiano di Asiago (provincia di Vicenza). Nella stessa zona è maturato anche uno degli esperimenti più innovativi di contaminazione tra tradizione cimbra e modernità: i Balt Hüttar, band punk-rock che da dieci anni porta la lingua e l’immaginario dei cimbri in giro per i festival di Italia e nord Europa.

Contenuto esterno


I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.