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La scomparsa del distretto casalingo di Omegna

Alla Festa del Cinema di Roma c'è stata l'anteprima mondiale di “Moka Noir”, il nuovo documentario di Erik Bernasconi. Un’indagine sulla scomparsa dell’industria del casalingo a Omegna tanto prospera nel secolo scorso.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2019 - 08:35
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Omegna, cittadina di circa 15'000 abitanti sulla sponda nord del lago d’Orta della provincia Verbano-Cusio-Ossola, nel novecento fu un'importante distretto del casalingo. Nomi come Bialetti, Alessi, Lagostina e Piazza, sfruttando il boom economico del dopoguerra e sperimentando innovativi metodi di comunicazione, esportarono i loro oggetti nelle cucine di tutto il mondo. 


Come spesso capita, la crisi economica, i cambiamenti generazionali e naturalmente la globalizzazione, hanno creato effetti devastanti in questo microcosmo industriale. Gli anni d'oro finirono lasciando un immenso vuoto.  Soprattutto stabilimenti abbandonati.

Su questa disgregazione, il ticinese Erik Bernasconi, ha girato un documentario "Moka Noir" presentato alla Festa del cinema di Roma. Il documentario, prodotto dallla Ventura film di Meride, è stato sceneggiato da Bernasconi insieme a Matteo Severgnini.

Come si evince dal titolo, gli autori hanno pensato a un "noir" per capire le ragioni del dissesto di un distretto che nel novecento era vivo e vitale.

Erik Bernasconi nel suo documentario ci fa conoscere anche le persone che vivono oggi della cittadina e che di quell'epoca hanno solo uno sbiadito ricordo. Non si è dunque limitato a realizzare un’opera "sull’archeologia produttiva". Va però detto che la qualità visiva del film (bianco e nero) permette comunque di sentire tutta la malinconia di un luogo oggi abbandonato.

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