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Ticino, metà dei reati finanziari sono commessi da italiani

È quanto emerge dal rapporto annuale della sezione reati economico finanziari della polizia cantonale

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2015 - 17:25

Falsità in documenti, truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele, riciclaggio di denaro. Nel 2014 in Ticino sono stati aperti circa 1500 incarti e le inchieste sono state 179. Un numero leggermente inferiore al 2013, ma gli arresti sono stati quasi il doppio, 31.

Il 51% delle persone denunciate è di nazionalità italiana, il 36% svizzera. A generare comportamenti illeciti - secondo le autorità cantonali - sarebbe stata anche l'annosa fase di incertezza legata agli accordi fiscali con l'Italia e al segreto bancario.

È un campo di indagine ritenuto prioritario ma ancora troppo sotto dotato e sottovalutato. Stiamo parlando dei reati finanziari ed economici... di cui martedì è stato presentato il bilancio. La maggior parte delle inchieste avviate nel 2014 è legata all'Italia e al clima di insicurezza provocato dall'allentamento del segreto bancario.

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