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Contrabbando d'oro smascherato

Immagine d'archivio keystone

Chiusa un'inchiesta sul trasporto di metallo prezioso dall’Italia alla Svizzera, coinvolti anche due luganesi

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 luglio 2014 - 10:14

La Guardia di Finanza ha chiuso una vasta indagine sul contrabbando di oro verso la Svizzera individuando dei transiti che da Marcianise, in provincia di Caserta, arrivavano fino ad Arezzo per poi raggiungere il comasco e infine il Ticino, dove due degli indagati risiedono.

Le fiamme gialle, si legge martedì sul Corriere del Ticino, hanno monitorato il flusso di circa 4'000 kg di metallo prezioso per un valore di 200 milioni di franchi proveniente dai negozi di oro usato. Fuso per non essere riconosciuto, veniva trasportato in auto dotate di doppiofondo.

Il referente del flusso destinato all'esportazione clandestina è stato individuato in un 66enne, probabilmente domiciliato a Lugano. Sarebbe coinvolto anche un altro residente della città sul Ceresio, un 38enne rappresentante legale di una società orafa con sede ad Arezzo.

ZZ/Red.MM

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