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Operai edili in marcia, per il contratto e contro il dumping

I 2500 hanno manifestato per chiedere l'apertura di trattative per un nuovo CCL e garanzie di rendita per il pre-pensionamento a 60 anni

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 novembre 2015 - 21:27

Giornata di agitazione, lunedì in Ticino, nel settore dell'edilizia: circa 2'500 lavoratori hanno manifestato per chiedere l'apertura di trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, che scadrà tra due mesi, e garanzie affinché vengano mantenute le rendite per il pre-pensionamento a 60 anni.

Secondo i sindacati, gli operai si sono astenuti dal lavoro nell'80% dei cantieri del cantone. Quelli confluiti a Bellinzona si sono radunati all'ex campo militare. Dopo i discorsi ufficiali e il pranzo in comune, alle 13.20 è partito il corteo attraverso la Città. Punto d'arrivo: la sede della Società svizzera impresari costruttori.

Una delegazione di sindacalisti ha consegnato al direttore della SSIC sezione Ticino una risoluzione. Gli edili a sud delle Alpi sono stati i primi a muoversi: martedì l'agitazione toccherà Zurigo e mercoledì Ginevra.

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